Grande affluenza martedì sera alle ex scuole elementari di San Cassiano all’incontro pubblico per trattare il tema della recente riclassificazione dei comuni montani che non permette più ai comuni parzialmente montani di avere tutele e sgravi per le frazioni di collina. È questo il caso di Brisighella. Tema di grande interesse, in particolare legato al fatto che, nell’adeguamento di questa nuova legge nazionale, non si è tenuto conto delle caratteristiche del territorio brisighellese, molto vasto, basti pensare che si estende su quattro vallate, che oggi più che mai, soprattutto in seguito alle alluvioni è diventato più fragile. Questa uscita dalla categoria dei comuni montani lo ha portato a una situazione di declassamento che riapre tutto il discorso legato ai benefici persi in termini di servizi e assistenzialismo (medici di base, ufficio postale, asili, scuole contributi legati ad attività commerciali ed agricole).
Si identifica, questo cambiamento della legge nazionale, come un’analisi sbagliata nella quale si è fatto solamente un discorso matematico, senza ponderare le caratteristiche del territorio. Aspetto fondamentale, ribadito dall’assessore regionale Davide Baruffi, è il contributo di tutte le forza politiche, che devono lavorare coese a beneficio del territorio, a prescindere dall’orientamento politico, soprattutto perché il territorio montano perde tutte quelle agevolazioni che prima ci potevano sostenere.
“Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Partito Democratico di Brisighella – ha detto il consigliere regionale Niccolò Bosi, presente all’incontro – per l’organizzazione di questa bella serata di confronto e partecipazione. La presenza numerosa di cittadini, amministratori e volontari dimostra quanto questi temi siano sentiti e quanto ci sia voglia di discutere seriamente del futuro delle nostre comunità. Grazie soprattutto alla sindaca di Riolo Terme e al sindaco di Brisighella per la presenza”.

Minori risorse significa meno servizi e anche meno sicurezza. Con questo tipo di cambiamento si va a impoverire l’intera zona, rischiando un deficit demografico e l’abbandono del territorio. L’obiettivo è quindi quello di continuare il sostegno, soprattutto da parte della Regione, sulle politiche della montagna, sostenendo anche quelle che sono le esperienze associative, fra le quali le cooperative di comunità. Una di queste è già presente a San Cassiano, al Nuovo Camino Verde, che contiene al suo interno, un bar, un alimentari, un punto ristorazione e la possibilità di stare in comunità.
Erika Galeotti














