Il sole caldo di questa primavera ha illuminato una giornata indimenticabile a Ca’ di Malanca, dove la celebrazione del 25 aprile di quest’anno ha superato ogni aspettativa in termini di partecipazione e coinvolgimento. Tra i sentieri che salgono da San Cassiano e Monte Romano, centinaia di persone si sono ritrovate per onorare la Resistenza in quello che è, a tutti gli effetti, un luogo simbolo del nostro Appennino. Abbiamo incontrato Franco Conti, presidente dell’associazione Ca’ di Malanca, visibilmente soddisfatto per l’andamento della manifestazione realizzata in collaborazione con l’Anpi. «È stata una sorpresa anche per noi — ci ha raccontato Conti — quest’anno abbiamo superato ogni previsione. C’è una grande voglia di stare insieme e di partecipare a eventi che esprimono i valori della democrazia e della nostra Costituzione».
Una giornata di comunità e cultura

La festa è iniziata presto con l’arrivo di numerosi gruppi, tra cui venti ragazzi scout del Valdilamone, che hanno partecipato all’alzabandiera e si sono messi a disposizione per aiutare nella gestione pratica della giornata. Il programma culturale è stato particolarmente ricco: dalla presentazione della graphic novel su “Annunziata Verità”, la partigiana che visse due volte, fino al toccante monologo teatrale di Francesco Bentini dedicato ai contadini di Purocielo, che ha rievocato i tragici fatti dell’ottobre 1944.
Non è mancato il momento conviviale con il tradizionale pranzo a base di polenta e piadina, il cui incasso è stato in parte devoluto alle missioni Mato Grosso, a conferma dello spirito di solidarietà che anima il centro. Tra i saluti istituzionali, di particolare rilievo è stato l’intervento di Emilio Ricci, vicepresidente nazionale dell’Anpi, che ha ribadito il valore attuale dei principi partigiani, il presidente dell’Unione della Romagna faentina, Massimo Isola e Alberto Fuschini, presidente dell’Anpi sezione di Faenza.
Il futuro di Ca’ di Malanca: un investimento per la memoria

Ma la notizia più importante emersa durante la giornata riguarda il futuro della struttura. Franco Conti ha confermato l’imminente avvio di un importante progetto di ristrutturazione finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con un investimento di circa 480 mila euro. I lavori, che dovrebbero iniziare verso la fine dell’estate, riguarderanno l’edificio che attualmente ospita il museo. Gli interventi previsti includono: il consolidamento antisismico e il risanamento dei muri, Il rinnovo di tetto, solai e servizi igienici, il miglioramento dell’accessibilità per le persone con disabilità, un nuovo allestimento museale con innovazioni multimediali e un percorso storico rinnovato.
Questo cantiere comporterà una sospensione temporanea delle attività a Ca’ di Malanca per circa un anno. «Sicuramente il prossimo 25 aprile non lo festeggeremo qui, inventeremo qualcosa di nuovo» ha spiegato Conti, sottolineando però come questo sacrificio sia necessario per salvaguardare un patrimonio pubblico che rischiava il degrado.
L’eredità dei partigiani

Per Franco Conti e i volontari dell’associazione (circa una ventina quelli operativi su oltre cento soci), la gestione di questo luogo è una missione di vita. «I partigiani ci hanno trasmesso una responsabilità — ha concluso il presidente — ci hanno lasciato un’eredità che a noi spetta salvare e trasmettere alle nuove generazioni». Vedere oggi così tanti giovani e scolaresche frequentare questi prati è il segno tangibile che il testimone della memoria è passato di mano, pronto a tornare ancora più forte tra un anno, in una Ca’ di Malanca rinnovata e pronta per le sfide del futuro.














