La ricorrenza del 25 Aprile a Brisighella si appresta a vivere, anche quest’anno, un clima di confronto acceso tra l’Amministrazione comunale e la sezione locale dell’Anpi “Giuseppe Bartoli”. Al centro della contesa, la gestione delle celebrazioni ufficiali e il ruolo riservato alle associazioni partigiane nel programma istituzionale.
La linea del sindaco: «Rispetto per le istituzioni e il protocollo»
Attraverso un intervento diffuso sui canali social sulla pagina facebook “Brisighella aperta”, il sindaco Massimiliano Pederzoli ha voluto fare chiarezza sulla posizione della Giunta, definendo la celebrazione come un momento istituzionale. Secondo il primo cittadino, il programma prevede due momenti solenni: alle 10:30 a Fognano e alle 11 a Brisighella, con la deposizione di corone ai Caduti. Pederzoli ha ribadito che, trattandosi di una cerimonia ufficiale dello Stato, il protocollo prevede che a prendere la parola siano esclusivamente i rappresentanti delle istituzioni (Comune, Provincia, Regione o Stato). Il sindaco ha respinto con fermezza le accuse di non aver invitato l’Anpi, definendo tali affermazioni “non vere” e spiegando che le associazioni d’arma e i partigiani sono invitati come ogni anno, ma senza uno spazio di intervento oratorio. «Non possiamo far parlare le associazioni private», ha precisato Pederzoli, citando come esempio il cerimoniale seguito a Zattaglia per la Brigata Friuli, dove le associazioni presenziano senza intervenire direttamente. Il suo auspicio resta quello di un momento di unità nazionale, evitando di trasformare la memoria in un terreno di scontro politico.
La scelta dell’Anpi: una celebrazione autonoma
Di parere opposto l’Anpi di Brisighella che, lamentando il rifiuto di uno spazio di parola, ha deciso di organizzare una manifestazione autonoma. L’appuntamento per l’associazione è fissato alle ore 10 in Piazzetta Porta Gabalo, dove verrà deposto un mazzo di garofani rossi presso la targa commemorativa. Luciana Laghi, presidente della sezione locale, ha sottolineato come la Memoria non debba avere “chi la governi”, ma appartenga a chiunque creda nella libertà. Alla cerimonia parteciperanno anche figure di rilievo nazionale e provinciale dell’associazione, come Emilio Ricci e Renzo Savini. Per l’Anpi, l’esclusione della loro voce dalle celebrazioni ufficiali rappresenta un mancato riconoscimento del ruolo storico e civile che l’associazione ricopre nella custodia dei valori della Resistenza.
Il dibattito politico
Sulla questione sono intervenuti anche i rappresentanti del Partito Democratico, Nicola Dalmonte e Davide Missiroli, che hanno definito “sbagliata e offensiva” la scelta di equiparare l’Anpi a una qualsiasi associazione privata. Secondo gli esponenti Dem, il 25 Aprile è il fondamento della democrazia italiana e coinvolgere chi ne custodisce la memoria viva non sarebbe una questione di formalismo, ma un atto di equilibrio civile.














