Nel cuore del centro storico, nel complesso della parrocchia di San Domenico, sono quasi giunti al termine i lavori di riqualificazione per la realizzazione di tre appartamenti destinati a rispondere all’ormai cronica emergenza abitativa, che l’alluvione ha reso ancora più profonda. L’intervento, che ha visto un investimento complessivo di 675mila euro, è stato reso possibile grazie a una sinergia che testimonia la vitalità del tessuto sociale e religioso: i fondi provengono infatti dalla Diocesi di Faenza-Modigliana (anche attraverso il sostegno dell’8xmille alla Chiesa cattolica), dalla Caritas italiana e da La Bcc. «Siamo partiti da una situazione “al grezzo” – spiega l’architetto Alessandro Zauli, progettista dell’opera insieme al collega Lorenzo Ballardini – non c’erano impianti, finiture, né alcun tipo di dotazione interna», spiega Zauli. Il lavoro non è stato un semplice completamento, ma un vero e proprio restauro e adattamento.
«Abbiamo ottimizzato tutti gli spazi interni per ricavare tre unità: una al piano rialzato e due al primo piano», prosegue il progettista. Un punto d’orgoglio dell’intervento è l’abbattimento totale delle barriere architettoniche: gli appartamenti sono stati resi pienamente accessibili grazie all’installazione di un ascensore e di un servoscala, in pieno rispetto della Legge 13 sulla disabilità. Oltre agli interni, il progetto ha restituito decoro all’intero corpo di fabbrica con il recupero delle facciate, il rifacimento delle coperture e la sistemazione del chiostro retrostante.

La determinazione a completare l’opera dopo l’alluvione


Una svolta significativa per il recupero di questi spazi è arrivata dopo l’alluvione, quando San Domenico divenne il quartier generale dei volontari e della Caritas. In quel fango è nata la determinazione di finire l’opera: i lavori sono ripartiti a metà del 2025 e sono proseguiti regolarmente. «I lavori sono praticamente conclusi – assicura Zauli -. Abbiamo sistemato fognature e tutte le utenze (acqua, luce, gas e telefonia). L’ultimo passaggio burocratico riguarda l’allaccio dell’acquedotto da parte di Hera». Una volta ottenuto l’allaccio, i tempi per la consegna definitiva saranno rapidissimi: si stima che gli alloggi possano essere fruibili entro un mese.
Due dei tre appartamenti saranno gestiti direttamente dalla Caritas diocesana, che li metterà a disposizione di famiglie in difficoltà, offrendo non solo un tetto, ma un punto di ripartenza dignitoso per chi ha perso tutto.

Samuele Marchi