La Regione Emilia-Romagna assegna oltre 1,4 milioni di euro per sostenere gli spostamenti casa-lavoro delle persone con disabilità. Al territorio di Ravenna, Unione dei Comuni della Bassa Romagna e Unione della Romagna Faentina vanno più di 120mila euro complessivi. Previsti contributi fino a 3.000 euro annui per favorire mobilità, autonomia e inclusione lavorativa.

Spostamenti casa-lavoro più accessibili

La Regione Emilia-Romagna mette in campo oltre 1,4 milioni di euro per sostenere gli spostamenti casa-lavoro delle persone con disabilità, con l’obiettivo di favorire l’accesso e la continuità occupazionale riducendo gli ostacoli legati alla mobilità quotidiana.

Una parte delle risorse è destinata anche al territorio di Ravenna, insieme agli ambiti della Unione dei Comuni della Bassa Romagna e della Unione della Romagna Faentina, per un totale di oltre 120mila euro.

Il provvedimento si inserisce nel Programma triennale 2024-2026 del Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità e prevede contributi destinati a lavoratori con disabilità che devono sostenere spese per raggiungere il posto di lavoro. In alcuni casi, i sostegni potranno essere estesi anche a familiari, caregiver o reti di supporto che accompagnano gli spostamenti.

Diversi tipi di rimborso, per soluzioni flessibili

Gli interventi potranno assumere diverse forme: dal rimborso delle spese di trasporto all’attivazione di servizi dedicati, fino a convenzioni con soggetti pubblici e privati. L’obiettivo è garantire soluzioni flessibili e personalizzate, adattate alle esigenze dei singoli territori.

“Non è solo una misura sulla mobilità, ma una scelta di equità e giustizia sociale”, ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, sottolineando come il provvedimento punti a rimuovere gli ostacoli concreti che limitano l’accesso all’occupazione e a rafforzare autonomia, inclusione e partecipazione.

Le risorse saranno ripartite tra gli enti capofila distrettuali in base al numero di utenti del collocamento mirato e agli avviamenti al lavoro registrati nel biennio precedente. I distretti sociosanitari potranno attivare bandi e definire le modalità di erogazione, con contributi fino a 3.000 euro annui per beneficiario.