C’è un modo diverso di attraversare le colline romagnole: non con lo sguardo, ma con i sensi, la fiducia e la voce di chi guida. È questo lo spirito del Ciclotour 2026, l’iniziativa promossa dall’associazione “Disabilincorsa”, da anni impegnata a rendere lo sport accessibile a tutti, senza barriere fisiche o sensoriali.
Sei i tandemi protagonisti del viaggio
Partito il 17 aprile da Faenza, il tour ha visto protagonisti sei tandem, ciascuno formato da un atleta non vedente e una guida. Dopo l’arrivo a Cesenatico, scelta come base operativa, i partecipanti hanno affrontato ogni giorno percorsi tra i 70 e i 90 chilometri, attraversando paesaggi suggestivi e borghi caratteristici della Romagna.
Un viaggio fatto non solo di fatica e chilometri, ma soprattutto di relazione e condivisione. Il tandem, in questa esperienza, diventa molto più di un mezzo sportivo: è simbolo di fiducia reciproca. Chi pedala dietro si affida completamente alla guida, mentre chi sta davanti non solo conduce, ma racconta, descrive, trasmette emozioni. I colori delle colline, il profumo dei campi, il vento che cambia lungo il percorso prendono forma attraverso le parole, dando vita a una “visione condivisa” che arricchisce entrambi.


Un evento sportivo che diventa un’esperienza umana profonda
Alla base del progetto c’è una storia di amicizia autentica, quella tra Michele, Daniela e Gerardo Langone. Un legame nato dalla passione per lo sport e cresciuto negli anni, fino a trasformarsi in una vera comunità itinerante. Il Ciclotour non è infatti solo un evento sportivo, ma un’esperienza umana profonda, dove la persona viene prima di ogni limite.
Giorno dopo giorno, tra salite impegnative e discese liberatorie, si è costruito qualcosa che va oltre la semplice attività fisica: un percorso di crescita, di fiducia e di apertura all’altro. In un tempo spesso segnato dall’individualismo, questa iniziativa rappresenta un segnale forte, ricordando che solo insieme si possono raggiungere traguardi che da soli sembrano impossibili. Il Ciclotour 2026 si è concluso il 24 aprile, lasciando nei partecipanti e in chi li ha incontrati lungo il cammino un messaggio semplice ma potente: quando si pedala in due, nessuna salita è davvero insormontabile.
Gabriele Garavini














