L’amministrazione guidata dal sindaco Pederzoli ha approvato il rendiconto 2025 con un avanzo di oltre 1,7 milioni di euro. Un dato che, secondo il Partito Democratico, richiede però una lettura più approfondita: la quota effettivamente disponibile sarebbe pari a 112.311 euro, meno del 6,5% del totale, mentre la restante parte risulterebbe vincolata o accantonata.
Il nodo della Tari e le risorse non riscosse
Tra gli elementi evidenziati dall’opposizione vi è la situazione legata alla Tari. Negli ultimi cinque anni, il Comune avrebbe incassato circa il 41% di quanto dovuto, con crediti non riscossi che al 31 dicembre 2025 superano i 730.000 euro.
Questa condizione comporta l’accantonamento di quasi mezzo milione di euro nel Fondo crediti di dubbia esigibilità. «Mentre l’Amministrazione aumentava le rette della mensa scolastica chiedendo sacrifici ai genitori e non investiva risorse per servizi alla cittadinanza per mancanza di fondi, congelava quasi mezzo milione di euro nel fondo crediti perché incapace di riscuotere la tassa rifiuti», attacca il Pd.
Investimenti e scuola: fondi fermi dal 2019
Un altro punto riguarda gli investimenti, in particolare quelli destinati alla scuola primaria “Olindo Pazzi”, per la quale risultano stanziati dal 2019 oltre 154.000 euro non ancora utilizzati.
«Un bambino che ha iniziato le elementari quando questi fondi sono stati stanziati, oggi sta per finire il ciclo scolastico obbligatorio senza aver visto un solo intervento sull’edificio», viene sottolineato.
Scelte di spesa e priorità amministrative
Nel dibattito emergono anche valutazioni sulle scelte di spesa. Dopo anni di critiche, viene richiamata l’ammissione del sindaco sull’interruzione di investimenti legati a eventi sportivi, come le corse ciclistiche, per un valore di circa 70.000 euro.
Secondo l’opposizione, si tratta di risorse che avrebbero potuto essere destinate ad altre iniziative, come le Feste Medievali o attività per i giovani. Viene inoltre citata la riapertura del centro diurno per anziani, che avverrà ma “solo dopo un periodo di chiusura ingiustificata e di battaglie portate avanti con determinazione dal gruppo consiliare “Siamo Brisighella”.
I dati demografici e le prospettive
Tra gli elementi di riflessione vi sono anche i dati demografici: dal 2019 Brisighella avrebbe registrato un calo del 3,71% della popolazione, mentre comuni vicini come Riolo Terme mostrano una crescita.
Con una quota significativa di residenti pensionati, il tema delle politiche per giovani e famiglie viene indicato come centrale per il futuro del territorio.
“Nonostante questo, prosegue la nota del Pd, le priorità per il 2026 restano “di vetrina”: il sindaco Pederzoli ha dichiarato di voler spendere 30.000 euro per entrare nel capitale della Fondazione Ravenna Manifestazioni e 25.000 euro per un concerto del Ravenna Festival in Piazza Marconi. E tutto questo nella settima estate consecutiva in cui la piscina delle Terme resterà chiusa: nonostante gli annunci ripetuti e le promesse mancate di riapertura, nessun impegno si è mai tradotto in risultati, con l’aggravio di aver perso i contributi regionali ottenuti.”
Le richieste del Partito Democratico
Alla luce di queste considerazioni, il Partito Democratico propone tre azioni ritenute prioritarie: destinare la quota libera di bilancio ai lavori della scuola “Olindo Pazzi”, attivare un piano straordinario per il recupero dei crediti Tari non riscossi e reinvestire le risorse recuperate in servizi strutturali per giovani e famiglie.
«Brisighella ha tutto per essere un borgo vivo e attrattivo: un patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico straordinario. Ma per trattenere e attrarre nuove generazioni servono capacità amministrativa e scelte concrete», conclude il Partito Democratico.














