Alla Marini Spa di Alfonsine scatta lo sciopero dopo quattro licenziamenti individuali. Sindacati e Rsu contestano la decisione aziendale e chiedono il ritiro dei provvedimenti. Previsto un presidio davanti ai cancelli e un incontro con la direzione.
Lo sciopero e il presidio del 30 aprile
Alla Marini Spa di Alfonsine – azienda leader nella produzione di impianti per conglomerati bituminosi – scatta lo stato di agitazione sindacale dopo la comunicazione di quattro licenziamenti individuali. Fim, Fiom e Uilm territoriali, insieme alla Rsu aziendale, hanno proclamato le prime quattro ore di sciopero previste dal pacchetto di mobilitazione, che interesseranno le ultime ore del turno di lavoro di giovedì 30 aprile. La protesta sarà accompagnata da un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento in via Roma a partire dalle 11.30. Nella stessa giornata è previsto anche un incontro tra sindacati e direzione aziendale alle 15.30, durante il quale verranno richieste spiegazioni sui provvedimenti e sarà rappresentata la posizione dei lavoratori.
La posizione dei sindacati
Rsu e organizzazioni sindacali definiscono i licenziamenti “incomprensibili e inaccettabili”, sottolineando come, solo poche settimane prima, l’azienda avesse comunicato carichi di lavoro garantiti almeno fino a giugno e la necessità di ricorrere anche a straordinari. Per questo viene chiesto il ritiro immediato dei provvedimenti e l’apertura di un confronto serio con la direzione. I sindacati esprimono solidarietà ai lavoratori coinvolti e annunciano il mantenimento dello stato di agitazione, con blocco di straordinari e flessibilità, oltre a un pacchetto complessivo di 8 ore di sciopero da articolare nelle prossime settimane.














