La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 delle 12 persone indagate nell’ambito dell’alluvione del settembre 2024. A riportarlo le edizioni del Resto del Carlino e del Corriere di Romagna in edicola il 29 marzo.

L’inchiesta

Per le ultime due persone che a suo tempo avevano ricevuto l’avviso di conclusione indagine, c’è invece stata richiesta di archiviazione per questioni legate all’inquadramento formale dei loro ruoli durante i fatti contestati. 

L’inchiesta era partita dall’esondazione del fiume Lamone che la notte del 18 settembre 2024 aveva colpito gli abitati di Traversara e Boncellino.

Le ipotesi di reato

Le ipotesi di reato formulate sono di disastro colposo per la contestata inerzia con cui sarebbero state realizzate le opere necessarie. E di pericolo di disastro per la qualità degli interventi realizzati dopo le prime due alluvioni ravennati: quelle del maggio 2023 per le quali il fascicolo è ancora aperto.

Al centro dell’inchiesta la consulenza che i Pm Daniele Barberini e Francesco Coco, titolari del fascicolo, avevano affidato a tre professori del Politecnico di Milano.