Una diagnosi oncologica determina sempre un trauma non solo in chi scopre di soffrire di una malattia ancora oggi molto spaventosa, ma anche in quegli affetti e famigliari che circondano la persona che l’ha ricevuta: un’affermazione ancor più vera nel caso in cui i pazienti siano bambini o adolescenti con madri, padri, fratelli, sorelle e nonni.

L’80 per cento dei giovani riesce a sconfiggere il cancro

Se la buona notizia arriva dai dati di sopravvivenza, visto che in linea generale l’80% dei giovani riesce a sconfiggere il cancro, con picchi anche superiori per alcune tipologie di tumori ematologici, il lato meno positivo della medaglia è quello relativo all’impatto fisico e psicologico su ragazzi e ragazze di un percorso di cura tanto impegnativo.

Gli effetti collaterali dei trattamenti impongono infatti enormi cambiamenti, sia per quel che riguarda l’aspetto fisico che dal punto di vista della quotidianità: i lunghi periodi di isolamento dovuti alla compromissione del sistema immunitario proiettano il paziente in una dimensione di solitudine in cui la sua crescita, formativa e sociale, viene quasi messa in pausa se paragonata a quella dei coetanei che, al contrario, continuano a frequentare le lezioni, a seguire le attività extra-scolastiche, a frequentarsi.

Dal 2018 attivo un accordo con il Liceo Volta-Fellini

Sebbene comprensibile, tale atteggiamento è stato via via superato: la preservazione di una qualità di vita il più alta possibile è considerata oggigiorno una priorità per il paziente oncologico, tanto quanto garantirsi le migliori prospettive di sopravvivenza. 

Preservare il futuro personale e professionale di ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio, costretti dalla malattia a lunghi periodi di ospedalizzazione, è diventata quindi una delle priorità dello Ior, tanto che già nel 2018 l’organizzazione non-profit si accordò con l’Ufficio Scolastico Regionale e con i professori del Liceo “Volta-Fellini” per sostenere la continuità di programma di un ragazzo di prima superiore con diagnosi di leucemia linfoblastica acuta.

Grazie a questa borsa di studio Ior il paziente ha potuto così vedersi garantite non solo le visite a domicilio degli insegnanti delle materie principali ma di tutti i docenti, ha completato con successo il percorso scolastico ed è oggi uno studente al quarto anno di Medicina.

Rinnovato il protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale

Il successo di questa esperienza ha portato lo IOR a stabilire un Protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, recentemente rinnovato, per continuare a garantire l’istruzione domiciliare a ragazzi e ragazze col cancro che, altrimenti, rischierebbero di perdere l’anno o di ricevere una formazione meno completa rispetto ai coetanei sani, e che lo stesso Istituto Oncologico Romagnolo ha voluto ufficializzare aggiungendolo ai servizi che offre ai pazienti del territorio col nome di “Progetto FuoriClasse”.

Per lo Ior un investimento da 10mila euro per 96 settimane di istruzione domiciliare

«Nell’anno 2024/2025 abbiamo garantito a quattro studenti di proseguire con l’intero programma direttamente a casa: due di questi – spiega Fabrizio Miserocchi, direttore generale dello Ior – erano pazienti di Riccione, L.C. e J.G., iscritti al Liceo “Volta-Fellini” e al IPSSEOA “Savioli” mentre gli altri due, M.M. e L.M., frequentano il Liceo Classico “Dante Alighieri” di Ravenna e l’ITIP “L.Bucci” di Faenza.

Le scuole hanno già a disposizione un plafond per garantire agli adolescenti che si devono assentare per lunga malattia di ricevere al domicilio le lezioni più importanti: ma spesso il percorso completo ha peso economico elevato e non è possibile coprire tutte le materie. 

L’investimento, per lo Ior, è stato infatti di circa 10.000 euro, per un totale di 96 settimane complessive di istruzione a casa dei quattro in cura. In questo senso va sottolineata anche la dedizione e la collaborazione dei vari professori coinvolti: senza la loro disponibilità e passione, un progetto del genere non sarebbe proprio possibile.

Fortunatamente sono i docenti per primi ad aver colto l’importanza di questo servizio: come spiegato dalla madre del primo ragazzo ad aver ricevuto la borsa di studio Ior, non è solo una questione di diritto allo studio, ma è anche e soprattutto un modo per combattere la malattia, una tappa importante del processo terapeutico».

Avviato il crowdfunding per il progetto FuoriClasse

Per queste ragioni lo Ior ha anche deciso di far partire una campagna di crowdfunding proprio a sostegno del Progetto “FuoriClasse”: da inizio febbraio fino a Pasqua chiunque potrà sostenere questo importante servizio facendo la propria donazione sulla piattaforma dedicata www.insiemeachicura.it. 

Tale iniziativa ha già raccolto l’adesione entusiastica di parrucchieri e professionisti di bellezza, categorie da sempre molto sensibili alla tematica della vicinanza al paziente oncologico e della preservazione della sua qualità di vita. Il 15 febbraio, quando ricorre la Giornata Mondiale contro i tumori infantili, metteranno la pettorina da volontari e presteranno la propria competenza gratuitamente per raccogliere fondi proprio a favore del Progetto “FuoriClasse”: saranno 8 le città della Romagna, più Pesaro e Argenta, in cui verrà proposto l’evento, dal titolo “Una piega per lo Ior”.

La donazione minima richiesta, come sempre, sarà di 20 euro. «Si tratta di una maratona di bellezza e di solidarietà che si ripete già da qualche anno – spiega sempre il Direttore IOR, Fabrizio Miserocchi – nel 2024 furono ben 620 le persone che hanno aderito all’appello, mentre nel 2025 questo numero è cresciuto fino ad arrivare a 988. Ci auguriamo che questa bella tradizione confermi il suo trend di crescita e che siano tanti anche i giovani che aderiranno: d’altronde, quest’anno, è proprio alla cura e al futuro dei loro coetanei che dedicheremo tutto l’incasso».