Sabato 3 settembre 1982, moriva nella sua modesta casa di Faenza monsignor Salvatore Baldassarri, arcivescovo di Ravenna dal 1956 al 1975, per lunghi anni docente di storia della Chiesa nel Seminario Regionale di Bologna, amico di Enrico Mattei, impegnato  da prete alla resistenza con Zaccagnini, assessore nel 1945 al Comune  di Faenza.

Egli è stato nella Chiesa, anche per i suoi atteggiamenti poco curiali, momento di contrasto e di disagio, ma ha sempre avuto la capacità di incontrare tutti, di discutere, di riflettere, di far riflettere. Durante il Concilio fu interlocutore dei maggiori teologi, dei gruppi spontanei, propose un governo sinodale della Chiesa, che ridimensionasse il ruolo delle Congregazioni, tentò di rivitalizzare le tradizioni storiche delle chiese locali, tema che poi affronta  nel Convegno di Ravennatensia del 1966 a Cesena, trattando sul culto della verità storica, sulla distinzione tra il vero ed il leggendario, sul valore della tradizione religiosa nello studio della storia.

L’Arcivescovado di Ravenna era diventato, in quegli anni,  una sede qualificata dove la parola cultura era di casa e significava dialogo, valorizzazione del passato, ritorno alle origine della Chiesa, anche se la chiave di lettura poteva differenziarsi. Carlo Maria Martini, il card. Pellegrino, Giorgio la Pira, i Gesuiti del Pontificio Istituto Biblico, P. Balducci, Benedetto Calati ebbero un rapporto di frequentazione continuo con Mons. Baldassarri .

A Ravenna, aveva presieduto il Comitato Italia-Cile e quello per la ricostruzione del Viet-Nam ed aveva ospitato, in Arcivescovado, gli incontri per la pace in quel paese asiatico, con la partecipazione della  Signora Thi Binh Ngugen, Ministro degli Esteri del Governo Rivoluzionario del Viet-Nam.

Quando nel gennaio 1973 a Parigi fu sottoscritto l’accordo per la pace, uno dei primi in Italia ad essere informato fu Enrico Berlinguer, che avvisò l’on. Gianni Giadresco, con poche parole: “C’è l’embargo, ma dillo ugualmente al tuo Arcivescovo, lui ha diritto di saperlo in anteprima per tutto quello che ha fatto”.

Baldassarri, un Vescovo che ha precorso i tempi e che oggi sarebbe di casa nella Chiesa di Papa Francesco.

Aldo Preda