Negli scavi al castello di Rontana in corso da inizio giugno, a Brisighella, è emersa la struttura della chiesa che ruota attorno alla individuazione di un muro perimetrale. Grande soddisfazione per il professor Enrico Cirelli, la collega professoressa Debora Ferreri e la ventina di studenti coinvolti in questa rinnovata avventura a ritroso nel tempo, direttamente sul campo di ricerca. Tutti ospiti al parco del Carné, sono come dire: casa bottega. Una volta alzati e preso il caffè, il tempo di qualche passo e sono sul posto a cercare, ripulire, catalogare.

Le ricerche condotte dal prof. Enrico Cirelli e dalla prof.ssa Debora Donati

Quel muro perimetrale è un segnale importante. Rivela che quando Maghinardo Pagani diede mano al rifacimento della rocca, non stette a farsi scrupoli sulle rovine prodotte dal terremoto del 1276 e diede priorità alle opere di difesa. «In pratica, – spiega Cirelli – il luogo sacro venne spostato fuori. Con i grandi lavori nella parte sommitale si costruì la rocca e praticamente la chiesa venne distrutta completamente». Alla fine dei conti, le quasi 150 tombe ritrovate in zona vengono datate dall’VIII secolo in avanti, e non al IX secolo come si era pensato finora. In quanto ai reperti, fra nuove ceramiche e monete, è emersa anche una cintura multipla di periodo alto medievale. Riguardo agli elementi di difesa della rocca, è emerso anche un muro di 20 metri circa, alto 5 metri, collocato sul lato sud, che risulta molto ben conservato. Ora serve un’altra settimana almeno per documentare e appuntare i rilievi, prima di procedere con la ricopertura del luogo.

Ora gli scavi proseguono a San Giorgio in Ceparano

Gli studenti coinvolti arrivano da tutta Italia e frequentano vari corsi di laurea. È presente anche un Erasmus dalla Turchia.
Debora Ferreri insegna Beni culturali a Ravenna, al corso di Conservazione e Restauro. Cirelli, invece, insegna Archeologia dell’Europa Medievale, al Dipartimento di Storia cultura e civiltà a Bologna. Sostenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dall’Alma Mater, chiuderanno i lavori a Rontana il 10 luglio, quindi si sposteranno al cantiere di San Giorgio in Ceparano, dove opereranno fino al 20 agosto circa. In autunno, a Faenza, è probabile che si proceda all’illustrazione pubblica dei risultati di questi mesi di lavoro.

a cura di Giulio Donati