Una pista ciclo-pedonale che non convince e un comitato, appena nato, per cercare di avviare un dialogo con l’Amministrazione. Anche se ormai i lavori sono partiti. Giovedì 7 luglio 2022 circa 40 persone hanno partecipato all’assemblea pubblica indetta da Potere al Popolo nel parco Ferucci di Faenza, in via Bandini. Molti gli interventi, sia degli aderenti di PaP che dei residenti. Tutti i presenti hanno manifestato stupore nel vedere il cantiere in atto senza che i cittadini del quartiere fossero stati interpellati per proporre e approvare il progetto.

Il comitato: “Tanti danni sono oggettivamente visibili”

“Si sono evidenziate le criticità tra politica e burocrazia e un sindaco che sembra non sapere di quanto la macchina burocratica fa – si legge nel comunicato redatto dal comitato -. L’elenco dei danni ambientali è lungo, manto erboso danneggiato per grandi tratti, asportato il 5% di verde, per circa 1.856m2, e 371 M3 di terreno scorticato, 500 M3 di potature per fare posto alla ciclabile, meno tane per i ricci, meno fiori, meno api, meno alberi che si ammaleranno per le radici divelte, piú caldo, piú inquinamento luminoso. Danni oggettivamente ben visibili anche dai non addetti ai lavori che si vedono davanti un parco amputato e irriconoscibile. I cittadini vorrebbero essere tali e non sudditi, a maggior ragione che queste opere comportano centinaia di migliaia di euro, soldi di tutti”.

“Ci sono stati evidenti errori e negligenze nella catena del processo decisionale e progettuale – prosegue il comunicato – , che ha portato a questa ciclabile e non vanno insabbiati. Ci si chiede come sarà fattivamente impedito il transito di motori e squad, che facilmente scorazzeranno nelle larghe ciclopedonali del parco anche in ore notturne. Ci si chiede se queste strade saranno anche usate dai veicoli Hera per la nettezza urbana e se questo non sia stato uno dei motivi per realizzare la ciclopedonale. Il modello Punta degli Orti, tanto sbandierato dal Comune, a nostro avviso non si addice al parco botanico Ferucci.

Le proposte

Il comunicato ha poi proposte alternative meno impattanti sull’ecosistema per l’utilizzo di quei fondi: ciclabile su via Corbari Montevecchi come scritto nel Pums; ampliare e aggiustare marciapiedi dissestati e impraticabili, pieni di barriere architettoniche; realizzare un percorso ciclabile tra scuole e palazzoni, sfruttando la pavimentazione già esistente, con una semplice segnaletica orizzontale. Inoltre si propone di realizzare un cavalcaferrovia o sottopassaggio pedonale che colleghi alla zona orti. Infine si chiede al comune di non ridurre altre zone verdi di Faenza (come invece sembra intenzionato a fare anche sotto alle mura di via Lapi) e di progettare le ciclabili unicamente su strada. Nel contempo ci si è costituiti in un Comitato apartitico “pro salvaguardia del parco botanico Ferucci e Piani”, attivando iniziative concrete che pubblicheremo a breve. Il Comitato chiede un incontro con un rappresentante dell’amministrazione Comunale, in sito, con i residenti da tenersi entro il mese corrente.