Chi entra nel Duomo di Faenza alza spesso lo sguardo verso il grande stendardo sospeso al centro della Cattedrale. Molti sanno che si tratta di un ex voto, ma non tutti conoscono la storia straordinaria che lega quel drappo alla Polonia e alla devozione verso la Beata Vergine delle Grazie.

Il ringraziamento di Faenza dopo la peste del 1630

Tutti sanno che c’è qualcosa che pende al centro del Duomo di Faenza: uno stendardo di ringraziamento. Ma forse non tutti ne conoscono la storia e il legame che ha con la Polonia. Il 1630 è l’anno della celebre «peste manzoniana». La città di Faenza si affidò totalmente alla protezione della Beata Vergine delle Grazie. Quando l’epidemia cessò, l’anno successivo l’immagine della Madonna venne solennemente incoronata come segno di ringraziamento per lo scampato pericolo. In quegli anni a Faenza viveva un giovane testimone di questi eventi: Giacinto Orselli, nato a Brisighella nel 1607. Anni dopo, Orselli divenne sacerdote ed entrò nell’ordine degli Scolopi. La sua missione lo portò molto lontano da casa, fino a diventare Superiore della comunità a Varsavia nel 1642. Nel 1651, una violentissima ondata di peste colpì duramente proprio la capitale polacca. Padre Orselli, ricordando come la sua terra d’origine fosse stata preservata vent’anni prima, decise di ricorrere allo stesso «rimedio» spirituale. Fece dipingere una copia esatta dell’immagine della Beata Vergine delle Grazie di Faenza, la espose su un altare nella chiesa dei Padri Scolopi a Varsavia e invitò il popolo e le autorità polacche a fare voto alla Madonna per chiedere la fine del contagio. Le preghiere vennero ascoltate e la pestilenza a Varsavia cessò.

Il Votum Varsaviae, ancora oggi custodito nel Duomo

Il profondo legame e la gratitudine della città polacca vennero ufficializzati nel 1652, quando il Nunzio Apostolico in Polonia inviò all’allora vescovo di Faenza, il cardinale Rossetti, una relazione dettagliata del miracolo e il Votum Varsaviae, il grande stendardo pubblico che è sospeso ancora oggi nella Cattedrale manfrediana. L’immagine venerata a Varsavia fu incoronata e dichiarata patrona della città.

Un pellegrinaggio in Polonia sulle tracce di questa storia

Per questo motivo l’Arciconfraternita della Beata Vergine delle Grazie e l’Ufficio diocesano dei pellegrinaggi propongono un pellegrinaggio, dal 5 al 10 ottobre prossimi, proprio a Varsavia, comprendendo anche la sosta a Czestochowa, Cracovia e Wadowice, per ricordare la storica visita a Faenza di Giovanni Paolo II, avvenuta quarant’anni fa.

Le informazioni e i programmi possono essere richiesti all’Ufficio diocesano pellegrinaggi all’indirizzo e-mail: pellegrinaggi@diocesifaenza.it oppure presso l’Agenzia Viaggi Brasini di corso Matteotti (0546 680867), che cura l’organizzazione tecnica.

Tiziano Zoli