Sono circa 170 gli studenti dell’ISIA di Faenza, che inaugura il nuovo anno accademico con 57 matricole tra triennio e bienni specialistici. La direttrice Maria Concetta Cossa sottolinea il valore dei laboratori, il rapporto con le imprese e la comunità studentesca. Il 20 e 21 novembre l’istituto ospiterà “Anima Mundi”, evento dedicato al design sostenibile e sociale

Nuove matricole
A Faenza il design incontra la tradizione ceramica, la sperimentazione e le nuove tecnologie. Ha preso il via lunedì scorso il nuovo anno accademico dell’Isia, l’Istituto superiore per le industrie artistiche, realtà pubblica di alta formazione appartenente al sistema Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica), con sede in corso Mazzini 93. Sono circa 170 gli studenti iscritti complessivamente, distribuiti tra il triennio e i due bienni specialistici. Le nuove immatricolazioni sono 57, con segnali di crescita soprattutto nei percorsi di secondo livello.
«Siamo pronti per i corsi appena iniziati», spiega la direttrice Maria Concetta Cossa, in carica dal 2021. Il triennio, denominato Design del prodotto, della comunicazione e design con materiali ceramici, conta circa cento iscritti, di cui 28 al primo anno. Gli altri settanta studenti frequentano i due bienni: Design del prodotto con materiali e processi sostenibili e innovativi, che registra 14 nuove matricole, e Design della comunicazione, con 15 nuovi iscritti. «Per il biennio dedicato al prodotto, in passato le nuove iscrizioni erano sempre meno di dieci: è un risultato che ci fa piacere».
L’Isia ha una storia strettamente legata all’identità manifatturiera di Faenza. Nato nel 1980 con una particolare attenzione alla progettazione e ai materiali ceramici, anche grazie al contributo del designer Bruno Munari, l’istituto ha progressivamente ampliato i propri ambiti di ricerca, mantenendo un forte legame con il territorio.
Una comunità
Oggi la formazione alterna insegnamenti teorici e attività pratiche, grazie anche alla presenza di numerosi laboratori. «I docenti sono quaranta e il rapporto tra studenti e professori è molto stretto, con questi ultimi che possono seguire nel modo migliore gli iscritti», sottolinea Cossa. «Un altro aspetto che ci distingue sono i numerosi laboratori disponibili, con la maggior parte dedicati al lavoro pratico. Si realizza così un bel mix tra insegnamenti teorici e pratici». Un ambiente nel quale, secondo la direttrice, si sviluppano relazioni che vanno oltre la didattica: «Chi frequenta l’Isia di norma si trova a proprio agio, perché gli studenti creano buone relazioni di amicizia. In pratica si è formata una comunità, un luogo di incontro e aggregazione nella città di Faenza».
La provenienza degli iscritti conferma la capacità dell’istituto di attrarre giovani anche da fuori regione. «Rappresentiamo un punto di riferimento per il Nord Italia: da noi vengono ragazzi soprattutto dal Veneto, dal Friuli e dalla Lombardia, ma anche dal Centro-Sud. La cosa che piace è che, quando arrivano, si trovano bene e tendono a rimanere nel nostro territorio. Si affezionano all’ambiente, anche perché Faenza è una città dinamica dal punto di vista culturale e sociale».
Importante anche il rapporto con il mondo produttivo. L’Isia ha attivato una settantina di convenzioni con aziende, non soltanto in provincia, per offrire agli studenti occasioni di stage ed esperienza professionale. «In alcuni casi si verificano anche delle assunzioni», osserva Cossa. L’istituto collabora inoltre con l’Unione della Romagna Faentina: tra i progetti più recenti c’è “CompostiAMO”, dedicato alle compostiere di comunità.
Design e futuro
Tra le sfide della formazione c’è anche l’intelligenza artificiale, un ambito che richiede attenzione e capacità di aggiornamento. «È talmente veloce il cambiamento che dobbiamo valutare in maniera attenta e quotidiana come affrontarlo. Bisogna capire fino a che punto può essere utile, utilizzandola solo come strumento a supporto dell’attività», afferma la direttrice.
Lo sguardo è rivolto anche al prossimo appuntamento nazionale organizzato dall’istituto: il 20 e 21 novembre Faenza ospiterà “Anima Mundi. Design per una nuova alleanza”, nell’ambito del Premio Nazionale delle Arti 2026, sezione Design. «È un evento che nasce dall’esigenza di ripensare il progetto come atto consapevole di relazione con il vivente e con il mondo», spiega Cossa. «In un’epoca segnata da crisi sistemiche e profonde trasformazioni, il design è chiamato a superare una concezione esclusivamente funzionale e produttiva per assumere una dimensione anche culturale, etica e relazionale. Il progetto diventa così pratica di ascolto, connessione e coesistenza».
Una prospettiva che conferma la vocazione dell’Isia: formare progettisti capaci di coniugare competenze tecniche, ricerca sui materiali e sensibilità sociale. «Il design deve essere visto anche come strumento verso il sociale, grazie all’uso di materiali innovativi», conclude la direttrice.














