Sono oltre 130 le nuove matricole nei tre corsi universitari dell’Alma Mater a Faenza per il 2026-2027. Crescono Infermieristica e Chimica dei materiali, mentre Logopedia raggiunge il numero programmato. Soddisfazione per l’attrattività della sede e la collaborazione con il territorio, con l’obiettivo futuro di realizzare uno studentato e valutare nuovi corsi

Nuove matricole
Faenza si conferma un punto di riferimento per l’offerta universitaria in Romagna. I tre corsi di laurea triennale dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna presenti in città, Chimica e Tecnologie per l’Ambiente e per i Materiali, Infermieristica e Logopedia, registrano risultati positivi sul fronte delle nuove immatricolazioni. Per l’anno accademico 2026-2027 si contano già oltre 130 nuovi iscritti, con le procedure di iscrizione ancora aperte fino al 19 novembre. Un dato che conferma l’attrattività della sede faentina e le prospettive di consolidamento di un’offerta formativa che, nel complesso, conta oltre cinquecento studenti, pur in assenza di un dato ufficiale complessivo aggiornato.
A trainare le nuove immatricolazioni sono soprattutto Infermieristica e Logopedia. Per il corso di Infermieristica si registrano al momento 94 iscritti, con appena quattro posti ancora disponibili. Logopedia ha invece già raggiunto il numero programmato di 18 studenti. Sono 22, al momento, le matricole di Chimica industriale e tecnologie per i materiali, corso ad accesso libero per il quale le iscrizioni possono proseguire senza limitazioni. Un risultato particolarmente significativo se si considera che, a fronte di una flessione di circa il 30% dei corsi di laurea dell’ambito chimico a livello nazionale e di Ateneo, la sede di Faenza mantiene sostanzialmente i numeri dello scorso anno.
«Per Faenza siamo soddisfatti dei buoni risultati raggiunti con le immatricolazioni nei tre corsi universitari, che hanno registrato un incremento», sottolinea Luca Cipriani, presidente del Consiglio di Campus di Ravenna per il triennio 2025-2028. «Se a Ravenna ci sono delle criticità con le strutture, questo non accade a Faenza, che si può considerare un’isola felice. C’è un’amministrazione comunale molto attenta alle nostre esigenze e quindi attiva nel darci un importante supporto. In questo modo riusciamo a fornire un ottimo servizio agli studenti, con sedi idonee alle loro necessità».
Una sede attrattiva
Una collaborazione con il territorio che rappresenta uno dei punti di forza della sede universitaria, insieme alla qualità degli spazi e all’organizzazione della didattica. «Siamo in una fase di consolidamento dell’organizzazione e quindi, almeno nel breve termine, non sono previsti nuovi corsi», prosegue Cipriani. «Anche se la Romagna non è un luogo molto economico, stiamo riuscendo ad attrarre studenti da fuori del nostro territorio e puntiamo ad aumentare anche quelli stranieri».
Un bilancio positivo condiviso da Mirella Falconi Mazzotti, presidente del Consiglio di indirizzo della Fondazione Flaminia, realtà che sostiene lo sviluppo universitario sul territorio, e coordinatrice del corso di laurea in Logopedia. «Il primo bilancio delle iscrizioni al nuovo anno accademico è davvero positivo, grazie a un incremento del numero di studenti. Rispetto all’anno scorso si è registrata una crescita sia per quanto riguarda Infermieristica sia Chimica dei materiali, mentre per Logopedia si è raggiunto il numero chiuso, che è di 18 iscritti».
Anche sul fronte dell’accoglienza, secondo Falconi, Faenza offre condizioni favorevoli. «Non registriamo criticità e siamo contenti per l’integrazione e lo sviluppo con il territorio: ci sono tante opportunità nel futuro per i ragazzi che vengono a studiare qui. Anche da parte dell’amministrazione comunale esiste un atteggiamento positivo per sviluppare ulteriormente la collaborazione». Un contributo importante arriva anche dalla gestione degli spazi: «Per quanto riguarda le aule, non si registrano criticità, anche grazie al buon lavoro che sta facendo Faventia Sales. Certo, si può sempre migliorare e noi lavoriamo per questo».
L’obiettivo studentato
Resta aperto il tema dei servizi agli studenti, a partire dagli alloggi. «Per quanto riguarda gli alloggi non ci sono grandi richieste, ma è chiaro che l’esistenza di uno studentato completerebbe l’offerta della città», osserva Falconi, che indica proprio in questa prospettiva uno degli obiettivi per il futuro: «Speriamo nella realizzazione di uno studentato».
Quanto allo sviluppo dell’offerta didattica, la linea attuale resta quella del consolidamento, senza escludere nuove opportunità. «Il prossimo anno verrà eletto il nuovo rettore dell’Università di Bologna. Vedremo se ci saranno possibilità di ulteriori sviluppi, ma al momento ci basta consolidare quello che è già esistente. Ora si punta a migliorare le strutture, che sono già buone». La presidente della Fondazione Flaminia guarda comunque oltre: «Faenza potrebbe essere pronta anche per ospitare nuovi corsi, in virtù delle buone sinergie con le altre città universitarie in Romagna e a Bologna».














