Il caro vita continua a pesare sulle famiglie e a Faenza la principale emergenza è quella abitativa. Tra sfratti, affitti sempre più difficili da sostenere e rincari di energia e carburanti, Federconsumatori lancia l’allarme e chiede interventi strutturali su casa, salari e servizi
Il caro vita continua a pesare sui bilanci delle famiglie e anche nel territorio faentino emergono segnali di crescente difficoltà. Ad agosto l’inflazione a Ravenna ha raggiunto il 3,4%, sopra la media regionale e nazionale. A pesare sono soprattutto abitazione ed energia, aumentate del 7,2%, e i trasporti, con un +6,1 per cento. Particolarmente forte il rincaro dei carburanti: +26,7% per il gasolio e +16,3% per la benzina.
Numeri che, secondo Alberto Mazzoni, presidente provinciale di Federconsumatori, fotografano una situazione sempre più delicata. «L’inflazione continua a crescere e il potere d’acquisto di una famiglia normale è seriamente in difficoltà. L’aumento della benzina è soltanto l’ultimo di una serie di rincari che si sono accumulati negli ultimi mesi».
A preoccupare non sono però soltanto carburanti e bollette, ma l’effetto complessivo che il caro vita sta producendo sulle famiglie e sui territori. «Nonostante continuino ad aprire nuovi supermercati, i prezzi dei generi alimentari non scendono. Nel frattempo chiudono i negozi di vicinato, prima nei piccoli centri e sempre più anche nelle città. E quando scompare il commercio di prossimità non viene meno soltanto un servizio: diminuisce anche la socialità».
Secondo Mazzoni, a Faenza come nel resto della provincia, la pressione economica sta coinvolgendo sempre più il ceto medio. «Aumentano gli acquisti rateizzati e questo può diventare un rischio: basta un imprevisto per mettere ulteriormente in difficoltà una famiglia. La pressione economica è forte e può alimentare anche fenomeni preoccupanti, come il ricorso al gioco d’azzardo nella speranza di una vincita».

Il nodo della casa
Tra le diverse emergenze, quella che a Faenza appare oggi più evidente è però quella abitativa. Mazzoni racconta di aver toccato direttamente con mano la situazione durante alcuni incontri in città. «Qualche tempo fa ero a Faenza e tre dei cinque appuntamenti che avevo in agenda riguardavano casi di sfratto. È un segnale molto forte. Sempre più persone arrivano al punto di dover vendere la propria abitazione per recuperare liquidità».
Le difficoltà riguardano fasce diverse della popolazione: lavoratori con contratti a tempo determinato, cittadini stranieri, anziani e, più in generale, persone che non riescono a trovare un alloggio in affitto a condizioni sostenibili. «A Faenza il problema più importante in questo momento è quello della casa. L’agenzia Casaviva, nata in accordo con l’Unione della Romagna faentina, è uno strumento utile per aiutare chi è in difficoltà, ma non può essere sufficiente da sola».
Per il presidente di Federconsumatori servono quindi interventi strutturali e una vera strategia abitativa. «Siamo sull’orlo di una bomba sociale. Bisogna recuperare case e immobili abbandonati, mettendo in campo risorse importanti. Anche le fondazioni bancarie potrebbero avere un ruolo. In due o tre anni sarebbe necessario riuscire a dare una risposta concreta a un problema che sta diventando sempre più consistente».
La questione abitativa si inserisce in un quadro più ampio, nel quale, secondo Mazzoni, si stanno rompendo contemporaneamente diversi equilibri. «L’inflazione erode i salari e, nel frattempo, aumentano le spese per la casa, l’energia e gli spostamenti. Sono troppi elementi che si sommano nello stesso momento».
A farne le spese sono anche i consumi delle famiglie. «Le persone tagliano sempre più le spese. Anche quest’estate, nonostante il caldo eccezionale, l’affluenza al mare è diminuita. Può sembrare un dettaglio, ma è un campanello d’allarme: quando una famiglia inizia a rinunciare anche ai momenti di svago, significa che il problema del potere d’acquisto è diventato concreto».
«Servono risposte strutturali»
Nel quadro delineato da Mazzoni rientrano anche energia e sanità. «È sempre più necessario utilizzare le risorse del nostro territorio. In Romagna da anni si parla di progetti sull’eolico, ma siamo ancora fermi. E sulla sanità, con le liste d’attesa sempre più lunghe, aumenta il numero delle persone che rinuncia a curarsi perché non può permettersi il privato».
La preoccupazione, dunque, va oltre il singolo aumento di prezzo. «Si stanno rompendo troppi equilibri contemporaneamente e le risposte della politica non sono all’altezza della situazione. È necessario costruire una strategia che tenga insieme prezzi, salari, casa, energia e servizi».














