Dal 25 al 29 settembre Bagnacavallo celebra la Festa di San Michele con un programma che mette al centro “Parole e voci”. Teatro, musica, arte, mostre, incontri, mercati e gastronomia animeranno la città, con 50 eventi e 25 esposizioni, coinvolgendo tutta la comunità

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Parole e teatro

Sarà “Parole e voci” il filo conduttore della Festa di San Michele 2026, in programma a Bagnacavallo da venerdì 25 a martedì 29 settembre, giorno dedicato al patrono. Un percorso triennale dedicato al teatro che quest’anno si intreccia con arte, musica, incontri e spettacoli, invitando a riflettere sul valore della parola e dell’ascolto e sul dialogo tra generazioni, culture ed esperienze diverse.

«La Festa di San Michele rappresenta da sempre uno spartiacque per Bagnacavallo. È un momento per ritrovarsi, fare una sorta del punto della situazione su come è andato l’anno, ma anche una sorta di partenza in vista del futuro», sottolinea il sindaco Matteo Giacomoni. Una festa che tiene insieme, secondo il primo cittadino, le diverse anime della comunità: «La parte conviviale, composta dalla gastronomia e dagli spettacoli, ricopre un ruolo molto importante, ma a pari passo c’è anche quella culturale, con tanti eventi in programma. In definitiva, è un momento di condivisione per la cittadinanza».

La cultura sarà dunque al centro delle cinque giornate, con un programma che coinvolge i principali luoghi cittadini e numerose realtà del territorio. «Per il secondo anno, con “Parole e voci”, il teatro è il grande protagonista della Festa di San Michele ed è il frutto della collaborazione tra tante realtà del territorio», spiega l’assessora alla Cultura Caterina Corzani. «Il programma è molto vario, espressione della profonda ricchezza culturale di Bagnacavallo».

chiostro san francesco 25

Musica e arte

Il tema della parola attraverserà anche la musica, con cinque appuntamenti sul palco centrale: dall’apertura affidata a Matt Pascale & The Stomps al rap di Claver Gold, passando per gli omaggi a Ornella Vanoni e Mina, fino alla serata conclusiva dedicata a “Cartoonia” con l’orchestra Doremi. Torneranno inoltre i concerti nelle chiese, mentre al Giardino dei Semplici troveranno spazio spettacoli di strada, teatro e danza. Al Teatro Goldoni, domenica 27 settembre, Accademia Perduta/Romagna Teatri proporrà l’anteprima della nuova stagione con “Valentina vuole”.

Non mancherà l’arte, con un percorso espositivo che coinvolgerà il Museo Civico delle Cappuccine, l’ex convento di San Francesco e altri spazi pubblici e privati del centro. Proprio le Cappuccine saranno protagoniste di una delle anteprime della festa, giovedì 24 settembre, con l’inaugurazione della mostra fotografica “In ponta d’pi – Officina romagnola”, in occasione dei cinquant’anni del Centro culturale Le Cappuccine. Tra le altre esposizioni spiccano “Non voltarti adesso” di Chiara Calore, “Teatri in mostra”, dedicata al patrimonio teatrale dell’archivio della Biblioteca dello Sguardo, e “Omaggio a Dario Fo”.

L’edizione 2026 avrà anche una dimensione civile ed europea, con una presenza significativa di figure femminili nei diversi appuntamenti, e il ventesimo anniversario del gemellaggio con la città polacca di Strzyżów. «Quest’anno viene celebrato anche l’ottantesimo anniversario del voto alle donne», ricorda Corzani, sottolineando inoltre l’importanza di «partecipazione e inclusione delle nuove generazioni, con i giovani che non sono visti solo come fruitori delle varie iniziative culturali, ma anche promotori».

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Festa e comunità

Alle proposte culturali si affiancherà la dimensione più popolare della festa, con mercati, mercatini, negozi aperti, animazioni e soprattutto la tradizionale offerta gastronomica, dal celebre Dolce di San Michele alle specialità delle numerose osterie e dei punti di street food.

A dare la misura dell’impegno organizzativo è Francesca Benini, responsabile dell’Area Cultura, Comunicazione e Partecipazione: «La festa dura cinque giorni, con in programma 50 eventi, 25 mostre e 20 punti ristoro». Numeri che raccontano anche il lavoro collettivo necessario per mettere in campo una manifestazione capace di richiamare ogni anno decine di migliaia di visitatori. «Un traguardo raggiunto grazie alla collaborazione tra tutti, dai volontari, alle associazioni, agli sponsor, fino alle istituzioni».