Un’esperienza che ha unito servizio, spiritualità e formazione. I giovani delle superiori della parrocchia di San Marco sono arrivati al SERMIG di Torino alla ricerca di un’occasione per mettersi a disposizione degli altri e sono tornati a casa con nuove amicizie, domande e la consapevolezza che anche piccoli gesti possono contribuire a costruire il bene.

L’arrivo al SERMIG di Torino

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«La bontà è disarmante». È la frase che accoglie all’ingresso del SERMIG di Torino, scritta su una scala di mattoni in cui ogni pietra rappresenta una nazione del mondo. Siamo un gruppo delle superiori della parrocchia di San Marco, alla ricerca di un’esperienza di servizio, spiritualità e formazione. Arrivati lì, non avremmo mai immaginato di essere così tanti: più di 320 ragazzi provenienti da tutta Italia.

I servizi all’Arsenale della Pace

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Ogni giorno potevamo scegliere un servizio diverso tra quelli proposti: dallo smistamento dei vestiti usati al cucito, dalle pulizie del quartiere al doposcuola con compiti e giochi, fino all’affiancamento nella scuola di italiano e al lavoro nell’emporio per le famiglie in difficoltà.

Sono state attività semplici e concrete, attraverso le quali abbiamo potuto metterci a disposizione della comunità e comprendere come anche un piccolo gesto possa avere un valore per chi lo riceve.

Le testimonianze dei ragazzi

Tornati a casa, abbiamo raccolto le nostre considerazioni.

«È stata per me un’esperienza unica. Abbiamo imparato a conoscerci, perché all’interno del nostro gruppo non tutti ci conoscevamo. Abbiamo anche fatto amicizia con molti altri ragazzi. Non era solo divertimento e svago: c’erano momenti di preghiera e ogni giorno potevamo riflettere su aspetti diversi della nostra vita. Inoltre, abbiamo lavorato per aiutare la comunità: abbiamo preparato pacchi da mandare in missione, pulito le strade del quartiere e, senza fare grandi gesti, aiutato tante persone».

«Prestare servizio, non solo dentro le mura del SERMIG, ma anche nella comunità del quartiere è stata un’esperienza istruttiva e gratificante, che mi ha fatto sentire come se, attraverso i lavori proposti all’Arsenale, stessi davvero facendo la differenza nella vita di tante persone».

«Il SERMIG è stata un’esperienza che rifarei assolutamente, sicuramente impegnativa, ma che apre gli occhi su aspetti della vita che solitamente trascuro o ignoro, come la povertà e la fame presenti nel mondo».

«È stata una bellissima esperienza, nella quale ho conosciuto persone accoglienti in un ambiente altrettanto accogliente».

«Un’esperienza che ti capita poche volte nella vita. Mi sono sentita utile e apprezzata per la minima cosa che facevo, perché potrebbe sembrare il solito atto che alla fine “non conta nulla”, ma ogni maglia smistata e donata può aiutare una famiglia in una parte del mondo, lontana ma vicina a noi».

L’incontro con Ernesto Olivero

«Da educatore, vedere vivere esperienze nuove, sane e arricchenti a questo giovane gruppo mi ha riempito il cuore. Porterò dentro l’incontro semplice ma toccante con Ernesto Olivero, fondatore del SERMIG, che nella sua umanità mi ha fatto capire come tutti noi, persone semplici, fragili ma sognatrici, possiamo fare grandi cose che migliorino il mondo: il nostro pezzettino di bene».