Sei giorni nell’Appennino Romagnolo per un gruppo di ventisei ragazzi e ragazze delle parrocchie di Alfonsine e Fusignano. Tra camminate, giochi, attività di servizio, momenti di preghiera e vita comunitaria, il campo estivo è diventato un’occasione per conoscersi, fare nuove amicizie e scoprire il valore dello stare insieme.

Il campo estivo nell’Appennino Romagnolo

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Quest’anno la nostra parrocchia, unità pastorale di Alfonsine, si è unita alla parrocchia di Fusignano per organizzare il campo estivo dei ragazzi di 5ª primaria, 1ª e 2ª media. Siamo così riusciti a radunare, per sei giorni a metà luglio, ventisei ragazzi e ragazze.

don Matteo ha trovato, come sistemazione, una grande casa nell’Appennino Romagnolo, in località Poggio la Lastra, a circa 600 metri sul livello del mare, a Molino la Cortina. Il primo giorno è stato letteralmente «in salita», con quattro ore di cammino, zainetto in spalla, per giungere a destinazione; poi il resto del campo è stato «in discesa». Infatti, dovevamo scendere lo stradello sterrato di 800 metri per arrivare al fiume, dove abbiamo fatto il bagno e osservato con stupore i girini, le farfalle e la meravigliosa natura che ci circondava; scendere per andare a fare la camminata fino all’accampamento, dove abbiamo fatto un bel picnic con panini e salsiccia grigliata; e scendere nel prato in fondo alla collina a recuperare la palla tutte le volte che cadeva… e non sono state poche! Una palla è anche andata perduta.

Le nuove amicizie tra Alfonsine e Fusignano

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Il gruppo inizialmente era abbastanza frammentato, ma con il passare dei giorni, dei giochi e delle attività, ci sono stati diversi avvicinamenti. Mi ha colpito molto il rapporto di amicizia che è nato tra due ragazzine, una di Alfonsine e l’altra di Fusignano, che non si trovavano particolarmente a proprio agio con le loro compaesane e che hanno legato moltissimo, già dopo i primi giorni. Per quanto riguarda il gruppo dei maschi, gli alfonsinesi hanno accolto con affetto sincero uno dei fusignanesi, dandogli un simpatico soprannome e coinvolgendolo in ogni momento con entusiasmo. Insomma, si sono integrati così bene tra loro che, prima del rientro, erano nate addirittura due coppie di piccioncini, una «intrapaesana» e una «extrapaesana»!

La collaborazione tra gli animatori

Anche la collaborazione tra noi animatori è stata incredibilmente complementare. I due ragazzi di Fusignano, Elisa e Davide, cugini di 18 e 17 anni e pieni di energie fisiche, si sono occupati in modo lodevole dell’organizzazione e dell’esecuzione dei giochi: Alce Rosso, Nazioni, Soldati, Riciclaggio… Davide è stato inoltre il DJ del campo, con canzoni, a volte troppo moderne, molto apprezzate dai ragazzi; Elisa è stata presa come punto di riferimento e di ispirazione dalle ragazzine, per le sue doti artistiche e il suo carisma. Don Matteo e io abbiamo curato l’aspetto spirituale e le altre attività logistiche e ricreative.

Personalmente mi sono sentita molto «mamma», perché tutti i ragazzini che si erano fatti male, che erano stati punti da qualche insetto o che stavano poco bene, non solo in senso fisico, venivano a chiedermi aiuto e io, con ghiaccio, acqua ossigenata, cerotti o anche solo con una parola di conforto, mi prendevo cura di loro. L’esperienza sarebbe stata ancora più bella e completa se con noi ci fosse stata anche Sara, l’altra animatrice di Alfonsine, che ha collaborato alla preparazione delle varie attività, ma che purtroppo, per motivi di salute, non è potuta partire.

Ultima menzione, non certo per minor importanza, va alle cuoche: un gruppo eterogeneo di tre signore disponibili, gentili e molto brave a cucinare! Rosa, Gianna e Laura ci hanno viziato con i loro deliziosi manicaretti e hanno anche guidato i ragazzi in un laboratorio culinario, insegnando loro a fare la piadina. Li hanno poi aiutati a lavare e asciugare i piatti, durante uno dei momenti di servizio previsti; gli altri riguardavano la preparazione e la pulizia della sala da pranzo, apparecchiare, servire ai tavoli e sparecchiare, la pulizia delle camere e dei bagni e l’ideazione e organizzazione delle attività serali.

Giochi, calcio e serate insieme

Una serata particolare è stata quella in cui abbiamo guardato la partita finale dei Mondiali di calcio, con i maschi appassionati, tutti tifosi della Spagna, vincitrice, tranne Davide, e parte delle femmine rassegnate, che chiacchieravano tra loro. Per non parlare poi della serata discoteca, in cui i maschi, inizialmente non troppo entusiasti, si sono scatenati in balli di gruppo, divertendosi molto. L’ultima sera è stato proposto «Nascondino al buio», gioco molto apprezzato dai ragazzi per il mix di suspense ed emozione che ha suscitato.

Abbiamo scelto un cartone animato del 2000, Le follie dell’imperatore, come traccia di partenza per trattare diversi argomenti: egoismo e altruismo; non giudicare dalle apparenze; saper chiedere aiuto e saper dare fiducia; non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Abbiamo visionato il cartone a spezzoni nei vari giorni e, sulla base delle suddette tematiche, don Matteo ha guidato i ragazzi nell’esame di coscienza, così che tutti si sono confessati e riconciliati con il Signore.

La Messa e l’incontro con Gesù

Per quanto mi riguarda, la partecipazione alla Santa Messa è stata uno dei momenti più belli. La prima volta è stata celebrata all’aperto, in mezzo al verde, sotto il cielo azzurro. Seduti in semicerchio, eravamo tutti intorno a Gesù, a ringraziarlo per il dono di poter gioire e divertirci insieme. Le altre due volte è stata celebrata nel salone al primo piano: io ero in prima fila, assieme alle bambine che seguo a catechismo, ed è stato bellissimo essere così vicino all’altare… quasi come se fossimo davvero a tavola con Gesù! Probabilmente per i ragazzi è ancora troppo presto per capire l’importanza del sacramento dell’Eucaristia, ma spero che possa trasparire l’amore che noi adulti abbiamo verso il Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo e che anche loro, prima o poi, possano fare esperienza del meraviglioso incontro con Lui.

Un’esperienza che continua anche a casa

Questo è solamente il secondo campo estivo a cui partecipo, nonostante abbia già 40 anni, perché sono ritornata al Signore tre anni fa. Prima le mie estati le passavo a far serata con gli amici, in spiaggia e in vacanza con il fidanzato. Grazie a Dio la mia vita è cambiata profondamente e ora cerco di usare il mio tempo per condividere con gli altri l’amore, la misericordia e la gioia che la fede mi dà e per contraccambiare, anche se in piccola parte, i doni ricevuti.

Elisa Bacchini