La frazione di Cassanigo si prepara a rendere omaggio alla memoria di uno dei suoi figli più illustri.
Approvata la proposta di intitolare l’area verde nei pressi della parrocchia a Giovanni Nadiani
La Giunta comunale di Faenza ha infatti approvato la proposta di intitolare a Giovanni Nadiani l’area verde situata nei pressi della parrocchia, nel comune di Faenza. Il provvedimento, che ha già ottenuto il parere favorevole della Commissione comunale per la Toponomastica, intende ricordare la figura del docente universitario, traduttore e autore a dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2016.
Nato a Cassanigo, Nadiani è stato tra le personalità di maggior rilievo del panorama culturale romagnolo e nazionale
Nato proprio a Cassanigo l’11 marzo 1954, figlio di fornai e romagnolo madrelingua, Giovanni Nadiani ha rappresentato una delle personalità di maggior rilievo del panorama culturale romagnolo e nazionale. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna e il successivo dottorato di ricerca in Scienza della traduzione, ha affiancato all’attività accademica nella sede di Forlì un’intensa produzione saggistica e un importante lavoro di traduzione di opere dal tedesco, dall’olandese e dall’irlandese.
Tra i fondatori, assieme a Guido Leotta, della storica rivista Tratti nel 1985, Nadiani è stato anche autore di opere originali in prosa e in versi. La sua produzione poetica, profondamente legata all’uso del dialetto romagnolo, gli ha valso numerosi riconoscimenti letterari a livello nazionale, contribuendo alla valorizzazione della lingua e dell’identità culturale del territorio.
L’iter prevede che dopo l’approvazione della Giunta di Palazzo Manfredi sia il Prefetto di Ravenna ad autorizzare il Giardino Giovanni Nadiani. Con questa iniziativa, l’amministrazione intende quindi conservare e trasmettere il ricordo di una figura che, attraverso la ricerca, la scrittura e l’impegno culturale, ha saputo dare prestigio alla propria terra d’origine, mantenendo sempre vivo il legame con Cassanigo e con la Romagna.
La figura di Giovanni Nadiani e il suo rapporto con le radici romagnole
La figura di Giovanni Nadiani ha lasciato un segno profondo nel panorama culturale italiano per la capacità di coniugare rigore accademico e sperimentazione artistica, mantenendo sempre vivo il rapporto con le proprie radici romagnole. Accanto all’attività di docente e studioso della traduzione, ha sviluppato un originale percorso letterario che ha trovato nel dialetto romagnolo uno strumento espressivo di straordinaria forza poetica.
Dopo le prime raccolte pubblicate negli anni Ottanta e Novanta, la sua ricerca si è progressivamente aperta alla contaminazione tra linguaggi diversi, dando vita a esperienze che hanno unito poesia, teatro e musica. Particolarmente significativo è stato il sodalizio con il gruppo Faxtet, attraverso il quale ha esplorato nuove forme performative fondate sull’incontro tra la parola dialettale e le sonorità jazz, contribuendo a rinnovare i modi della trasmissione della tradizione linguistica locale.
Alla produzione poetica ha affiancato racconti, testi teatrali e progetti editoriali innovativi, distinguendosi anche come promotore culturale. Per molti anni ha diretto il quadrimestrale letterario «Tratti» e la rivista online di studi sulla traduzione «InTRAlinea», punti di riferimento nei rispettivi ambiti.
La sua attività di traduttore e studioso delle lingue minoritarie europee gli valse nel 1999 il Premio San Gerolamo dell’Associazione Italiana Interpreti e Traduttori, mentre la sua opera poetica è stata insignita di numerosi riconoscimenti nazionali.
L’intitolazione del giardino di Cassanigo rappresenta così non soltanto un omaggio alla memoria di un autore apprezzato ben oltre i confini della Romagna, ma anche il riconoscimento del valore di un intellettuale che ha saputo trasformare la lingua, la cultura e l’identità del proprio territorio in strumenti di dialogo e apertura verso il mondo.














