È stato inaugurato nei locali di Faventia Sales un quadro dedicato alla memoria di Cristina Sportelli, la giovane insegnante faentina morta vent’anni fa in seguito a una malattia, ricordata per la sua personalità luminosa e coinvolgente, per la capacità di costruire relazioni profonde e per il suo impegno nell’educazione dei più giovani, a scuola e in parrocchia. L’opera, realizzata dal pittore romagnolo Elvis Spadoni e affissa negli spazi che ospitano anche corsi di laurea universitari, intende mantenere vivo il ricordo di Cristina e consegnarne la testimonianza alle nuove generazioni. Non soltanto, dunque, un omaggio alla sua figura, ma un invito rivolto agli studenti, ai docenti e a tutte le persone che frequentano Faventia Sales a riconoscere nell’educazione, nella cura delle relazioni e nell’attenzione verso gli altri valori fondamentali per la crescita personale e collettiva.

Luca Cavallari: “Una memoria che diventa stimolo per i giovani”

Cristina Sportelli 1

“Custodire il ricordo di figure come Cristina Sportelli all’interno di Faventia Sales assume un significato particolarmente importante – dichiara Luca Cavallari, presidente di Faventia Sales –. Questi sono spazi frequentati ogni giorno da tanti giovani e profondamente legati alla formazione e all’educazione universitaria. La presenza di questo quadro vuole quindi essere non soltanto un segno di memoria, ma anche uno stimolo per tutti coloro che studiano e lavorano qui. Cristina era un’insegnante e una catechista in parrocchia e ha dedicato una parte importante della propria vita ai temi educativi, accompagnando i più piccoli con passione, entusiasmo e attenzione – prosegue Cavallari –. Ricordarla in un luogo vocato alla conoscenza significa proporre ai giovani un esempio concreto di responsabilità, apertura agli altri e impegno nella costruzione di relazioni autentiche.”.

Don Mattia Gallegati: “Nel suo rapporto con Dio il segreto della sua luce”

La figura di Cristina Sportelli, quale testimone di vita e di Fede, continua a essere approfondita anche attraverso i suoi scritti e, in particolare, attraverso le pagine del suo diario,Ciao Signore, sono io  pubblicato lo scorso inverno (Edizioni Delle Grazie) e a cura di don Mattia Gallegati, amico storico di Cristina e, oggi, responsabile della Comunità propedeutica residenziale interdiocesana di Romagna. Testi nei quali il dialogo inizialmente rivolto a un generico “caro diario” si trasforma progressivamente in una preghiera e in un rapporto diretto con Gesù, percepito come una presenza viva, vicina e capace di accogliere preoccupazioni, gioie, fragilità e gratitudine.

“Chi si avvicina alle parole di Cristina può entrare in contatto con la parte più intima della sua esperienza che nell’educazione dei più giovani ha trovato uno scopo, un senso  – sottolinea don Mattia Gallegati –. Nelle pagine del diario si vede maturare un dialogo che diventa preghiera: Cristina parte dalle proprie emozioni, dalle difficoltà o dalle gioie quotidiane, e arriva all’ascolto, alla gratitudine e al pensiero rivolto agli altri, anche per mezzo del suo ruolo di insegnante.  Cristina ha vissuto problemi, dubbi e sofferenze, affrontando anche una grave malattia precoce, ma custodiva dentro di sé una luce capace di illuminare tutto ciò che faceva – aggiunge don Gallegati –. Il suo legame profondo e autentico con il Signore è stato probabilmente il segreto della sua allegria, della sua capacità di creare comunione e dell’energia con cui si è dedicata all’educazione, alla scuola, alla parrocchia e alle persone che incontrava.”.

Cristina Sportelli 2

È possibile visitare l’opera nei giorni di apertura del complesso Faventia Sales.