Il grande caldo mette sotto pressione anche il Rifugio del Cane il e gattile del Faentino. Se la struttura di via Plicca riesce a garantire condizioni adeguate ai 25 cani ospitati, più delicata è la situazione dell’oasi felina, impegnata tra nuovi recuperi, numerosi gatti non adottabili e la richiesta di un maggiore sostegno da parte del Comune
L’ondata di grande caldo che sta caratterizzando l’estate mette a dura prova anche le strutture che ospitano gli animali abbandonati. Nel Faentino la situazione è però diversa tra canile e gattile: mentre i cani possono contare su una struttura moderna e ben organizzata, i gatti continuano a fare i conti con numeri elevati, soprattutto nei mesi estivi, e con una gestione affidata quasi esclusivamente alla buona volontà dei volontari, che attendono un maggiore sostegno da parte delle istituzioni.

I cani
Al Rifugio del Cane di via Plicca sono attualmente ospitati circa 25 cani, tutti adottabili. Una situazione sotto controllo anche grazie alla struttura inaugurata nel 2021 con la gestione di Enpa, progettata per garantire il benessere degli animali sia durante l’inverno sia nei periodi di caldo intenso. «Il grande caldo ci presenta inevitabilmente qualche difficoltà – spiega Paolo Caroli, presidente di Enpa Faenza – ma il rifugio è stato realizzato con sei box climatizzati che ci permettono di affrontare le giornate più difficili. I cani vengono fatti uscire nelle ore più fresche della giornata, soprattutto al mattino presto, così possono stare anche all’ombra degli alberi e muoversi un po’. Tutti sono seguiti dal veterinario e, nel limite del possibile, stanno bene».
Rispetto al passato, anche il fenomeno degli abbandoni appare in calo. «Nel nostro territorio c’è una sensibilità crescente verso gli animali e gli episodi di abbandono sono diminuiti in maniera significativa. Restano naturalmente i casi più difficili, come i cani anziani o con problemi di salute, che hanno meno possibilità di trovare una famiglia. La speranza, però, è sempre quella di vederli adottati». Un risultato reso possibile anche dall’impegno di una trentina di volontari che si alternano quotidianamente nell’assistenza agli animali. «Siamo organizzati – conclude Caroli – ma c’è sempre bisogno di nuove persone, sia per il lavoro con i cani sia per le attività organizzative, burocratiche e di raccolta fondi».
I gatti

Più complessa è invece la situazione del Gattile A.M.A. – Associazione Musetti Abbandonati, realtà nata nel 2021 dopo la creazione dell’oasi felina nelle campagne faentine, dove i gatti possono vivere in un ambiente recintato ma all’aperto, senza restare confinati nei box. È proprio il periodo compreso tra primavera ed estate quello più delicato. In queste settimane sono numerosi i recuperi di cucciolate abbandonate, come accaduto recentemente con una mamma gatta e i suoi sei piccoli trovati nei pressi di Fognano. A questi si aggiungono oltre una ventina di gatti che vivono stabilmente nella struttura perché troppo diffidenti o selvatici per essere affidati a una famiglia.
«La nostra oasi offre spazi ombreggiati, ventilatori nei box e aree esterne dove i gatti possono muoversi liberamente – racconta la presidente Antonella Laghi – ma il problema non è tanto il caldo quanto il numero sempre elevato di animali che ci arrivano, tra rinunce di proprietà, incidenti e abbandoni. Ogni gatto viene visitato, curato e inserito gradualmente nel gruppo, con l’obiettivo di trovargli una famiglia quando è possibile».
Le prospettive
Nel corso del 2025 l’associazione è riuscita a far adottare 98 gatti, tra cuccioli e adulti. Un risultato importante, anche se non sufficiente a compensare i continui nuovi ingressi. «Molti adulti trovano comunque casa, mentre per i cuccioli preferiamo l’adozione in coppia o insieme alla mamma. Abbiamo la fortuna di poter contare su 14 volontari, anche molto giovani, e su oltre cento soci che ci aiutano con il tesseramento (che offre uno sconto sull’acquisto di prodotti) e le raccolte alimentari. Senza questo sostegno non potremmo andare avanti».
La differenza principale rispetto al canile riguarda però le risorse a disposizione. L’associazione, infatti, si sostiene quasi esclusivamente grazie alle offerte dei cittadini, alle raccolte di cibo e alle iniziative benefiche, come il tradizionale mercatino di Natale. «Finora il Comune non ci ha dato una grande mano – osserva Laghi –. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro e speriamo che possa nascere una collaborazione concreta. Crediamo che anche il gattile meriti un sostegno stabile, perché il lavoro da svolgere è tanto e il numero dei gatti da seguire continua a crescere».














