L’Unione della Romagna Faentina si è aggiudicata un finanziamento europeo sul tema del cambiamento climatico.
Obiettivo del progetto è migliorare la resilienza dei sistemi di argini in terra nelle aree soggette a inondazioni
Nelle scorse settimane è, infatti, stata comunicata la notifica dell’approvazione del progetto BEAVER4LIFE, che affronta una delle sfide di adattamento climatico più urgenti in Europa: la vulnerabilità degli argini in terra che proteggono le pianure alluvionali densamente popolate ed economicamente preziose. Obiettivo del progetto, dunque, è migliorare la resilienza dei sistemi di argini in terra nelle aree soggette a inondazioni, sviluppando e testando una metodologia sistematica per la mappatura della vulnerabilità e integrandola in un’innovativa piattaforma di supporto alle decisioni basata su GIS, BEAVER Toolbox.
Un progetto lungo quattro anni. Sei i partner coinvolti
BEAVER4LIFE avrà una durata di 48 mesi e riunirà sei partner in diversi settori della ricerca, della pubblica amministrazione, della gestione dei bacini idrografici e dell’ingegneria coinvolgendo tre paesi europei (Italia, Ungheria e Grecia). Il partenariato è composto dall’Unione della Romagna Faentina, in qualità di capofila, dall’Università di Bologna, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e da Georisk Engineering, società di ingegneria specializzata nella consulenza e nell’analisi quantitativa dei rischi naturali e di quelli derivanti dal cambiamento climatico.
A questi partner tecnico-scientifici si aggiungono poi due partner europei, la città di Larissa in Grecia (una delle aree più vulnerabili d’Europa per il cambiamento climatico, colpita da una pericolosa alternanza tra siccità estrema e inondazioni devastanti) e l’Ente di Gestione delle Acque di Szolnok in Ungheria (anche questa città è al centro di cambiamenti climatici estremi), oltre all’Ente Regionale ungherese di gestione delle Acque, partner associato.
Budget da oltre 4 milioni di euro, di cui più di 800mila solo per l’Unione della Romagna Faentina
L’aggiudicazione del progetto BEAVER4LIFE è un importante risultato per il nostro territorio, frutto di un intenso lavoro di collaborazione tra l’Unione della Romagna Faentina, l’Università di Bologna – DICAM, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e il gruppo Georisk Engineering unitamente al supporto della società INEUROPA. Il progetto può contare su un budget totale di oltre quattro milioni di euro, di cui oltre 800mila solo per l’Unione della Romagna Faentina.
Nel concreto, BEAVER4LIFE svilupperà uno strumento di supporto alle decisioni, il BEAVER Toolbox, pensato per aiutare le autorità locali nella pianificazione degli interventi sui sistemi arginali. Lo strumento permetterà di definire in modo più efficace le priorità di intervento e le tipologie di rinforzo più idonee per aumentare la sicurezza degli argini.
Fiume Lamone area pilota del progetto
Basato su piattaforma GIS e aggiornabile nel tempo, il toolbox integrerà le più recenti evidenze scientifiche sulle prestazioni degli argini durante gli eventi di piena eccezionali che hanno colpito il territorio negli ultimi anni. Attraverso procedure semi-automatiche consentirà di effettuare screening rapidi e sistematici della vulnerabilità arginale, testati nel bacino del fiume Lamone, area pilota del progetto. Combinando dati geotecnici, idraulici e geomorfologici, lo strumento produrrà mappe di vulnerabilità e supporterà l’individuazione di interventi di rinforzo efficaci, sostenibili dal punto di vista economico e coerenti con gli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici. BEAVER4LIFE, attraverso corsi di formazione, workshop e la divulgazione, migliorerà la preparazione e la capacità di risposta di autorità, tecnici e comunità locali, contribuendo a ricostruire la fiducia tra istituzioni e cittadini nelle aree soggette a inondazioni.
Un ulteriore effetto positivo del progetto sarà ottenuto attraverso la replicazione della metodologia in diversi contesti dell’Unione Europea -relativamente ai fiumi Topino, Tevere, Pinios, Tibisco-, nonché con l’estensione del progetto dell’Università di Bologna LIFE SandBoil e delle sue strategie di mitigazione dei processi erosivi negli argini. Questo genererà un potente moltiplicatore, garantendo che l’esperienza fatta in Emilia-Romagna venga trasferita, adattata e consolidata a livello transnazionale.
Le parole del sindaco Isola
«L’approvazione di BEAVER4LIFE -spiega Massimo Isola, presidente dell’Unione e sindaco di Faenza con delega della Sicurezza idraulica- rappresenta un passaggio fondamentale per il nostro territorio, ma che si colloca all’interno del dibattito sull’adattamento ai cambiamenti climatici. Gli eventi alluvionali che hanno colpito Faenza e la Romagna negli ultimi anni hanno evidenziato quanto sia urgente investire in strumenti avanzati di conoscenza, prevenzione e gestione del rischio idraulico.
Il progetto dell’Unione ci consentirà di trasformare l’esperienza maturata sul campo in un metodo rigorosamente scientifico capace di supportare le decisioni delle amministrazioni nella programmazione degli interventi sugli argini che difendono Faenza. Come amministrazione abbiamo scelto di assumere un ruolo di guida in un partenariato internazionale perché crediamo che la sicurezza idraulica non possa essere affrontata soltanto in emergenza, ma richieda pianificazione, ricerca e collaborazione tra enti pubblici e mondo scientifico. L’aver individuato il Lamone come laboratorio scientifico e area pilota per il progetto sottolinea la rilevanza delle sfide che il nostro territorio sta affrontando e la volontà di limitare i danni in caso di emergenza idraulica. BEAVER4LIFE ci permetterà di sviluppare strumenti per individuare le priorità di intervento, ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e aumentare la resilienza delle nostre comunità».














