La 27^ edizione della Bigorda è andata in archivio,  con la meritata vittoria, del Rione Nero  con 7 scudi conquistati, grazie alla magnifica prova del cavaliere debuttante Riccardo Quintili. Per analizzare,    com’è stata la corsa, a boccie ferme,  abbiamo chiesto aiuto,  ad un esperto: Mario Giacomoni.   Da sempre nel mondo del Palio,  che lo ha visto trionfare ben 9 volte, inoltre ricordiamo,  figura al  secondo posto nel prestigioso albo d’oro dei cavalieri faentini più vittoriosi nelle giostre d’Italia, con 58 affermazioni, preceduto solo dal “mitico” Gian Franco Ricci che di gare storiche ne ha vinte 60. Sempre più spesso,  viene chiamato, nelle città dove si svolgono corse storiche, visto il  blasone e competenza,  ha effettuare il commento tecnico delle competizioni equestri.

Questi i giudizi, dati ai  cinque cavalieri della Bigorda 2026. “9,5 lo do a Riccardo Quintili del Nero, montava una cavalla di categoria superiore Kelly ma che va interpretata e ci vuole cuore che lui ha avuto alla grande e aggiungo che con la nostra lancia in mano per la prima volta non è mai facile. Bravissimo Davide Ricci del Giallo, gli do 8, che ha probabilmente  trovato il cavallo giusto e che nei prossimi anni dirà la sua di brutto. Al debuttante Marco Beccacece do la piena sufficienza. Anche lui sì è spento alla distanza ma, la sua cattiveria agonistica è stata evidente e avrebbe meritato forse anche qualcosina di più. Mi preme poi dire come i tre ragazzi più giovani hanno fatto una bella giostra, per me erano di livello superiore. Ritengo ovviamente insufficenti le prestazioni di Venturelli e Fantinelli.  Stefano Venturelli del Verde, partito fra i favoriti della vigilia, si è spento nell’arco della giostrata probabilmente anche per colpa del suo cavallo che non sembra essere dotato di stamina sufficiente per tenzoni di questo tipo. Non sufficiente anche la prestazione  di Lorenzo Fantinelli del Rosso che è decisamente migliorato nell’assetto e negli equilibri, ma ancora troppo falloso sul bersaglio.”

Giacomoni chiosa poi così: “la Bigorda 2026 è stata una bella giostra, che però mi ha lasciato un attimo perplesso: nel momento che considero quanto fosse definitivamente inutile, con la seconda vittoria di uno fuori mura consecutiva, mi rendo conto che aveva fatto il suo dovere mettendo in   evidenza due ragazzi manfredi che avranno futuro, Ricci è già cavaliere da Giostra, Beccacece è sulla buona strada per diventarlo presto.”

Gabriele Garavini