A Bagnacavallo è attivo il nuovo servizio dell’Infermiere di Famiglia e Comunità, previsto dalla riforma dell’assistenza territoriale. La figura professionale supporta cittadini e famiglie nei percorsi di cura, prevenzione e gestione della cronicità. Il servizio è gratuito e può essere attivato anche direttamente dai cittadini.
Assistenza sanitaria più vicina alle famiglie
Giovedì 11 giugno si è svolto un incontro pubblico promosso dall’Azienda Usl della Romagna – Distretto Sanitario di Lugo e dal Comune di Bagnacavallo per presentare alla cittadinanza il nuovo servizio dell’Infermiere di famiglia e comunità (IFeC), una figura pensata per garantire un’assistenza sanitaria sempre più vicina alle persone e personalizzata in base ai bisogni individuali.
L’iniziativa rientra nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, che ha introdotto le Case della comunità, gli Ospedali di comunità e il ruolo dell’Infermiere di famiglia e comunità, anche grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La funzione dell’infermiere di famiglia
L’obiettivo del servizio è migliorare il collegamento tra territorio e ospedale, intercettando i bisogni socio-sanitari dei cittadini, in particolare delle persone più fragili, e favorendo il coordinamento tra professionisti, servizi e risorse della comunità. L’Infermiere di Famiglia e Comunità si occupa di assistenza personalizzata, promozione della salute, gestione delle patologie croniche e sostegno alle famiglie, lavorando in stretta collaborazione con medici di medicina generale, assistenti sociali, Dipartimento di Sanità Pubblica e associazioni di volontariato.
Nel territorio di Bagnacavallo sono attualmente operativi tre Infermieri di famiglia e comunità. L’organico sarà completato con l’arrivo di altri due professionisti che estenderanno il servizio anche ai comuni di Cotignola e Bagnara di Romagna.
Gli infermieri ricevono su appuntamento dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 13. È inoltre attivo uno sportello ad accesso libero ogni giovedì, nella stessa fascia oraria, insieme all’assistente sociale territoriale nell’ambito del Punto Unico di Accesso (PUA).
Il servizio è completamente gratuito e può essere attivato dal medico di famiglia, dal pediatra di libera scelta, dall’assistente sociale oppure direttamente dal cittadino.














