Con la morte di Annunziata Verità, Faenza perde una delle figure più rappresentative della memoria della Resistenza. Per tutti era “Nunziatina”: una donna che ha attraversato la tragedia della guerra e ha dedicato la propria esistenza a custodire e trasmettere il valore della libertà e della democrazia.

Una vita al servizio della libertà

È morta all’età di 100 anni Annunziata Verità, storica staffetta partigiana faentina. Dopo aver accusato problemi respiratori nei giorni scorsi, era rientrata nella propria abitazione, dove si è spenta nella notte. I funerali si svolgeranno mercoledì in forma civile, preceduti da un saluto pubblico promosso dal Comune di Faenza e dall’Anpi.

Con il nome di battaglia “Mallì”, entrò nella Resistenza quando aveva appena 17 anni. Nel 1943 si unì alla lotta partigiana insieme al fidanzato Marx “Max” Emiliani, militante dei Gruppi di azione patriottica (Gap), ucciso dai fascisti il 30 dicembre dello stesso anno.

L’anno successivo anche Annunziata Verità fu catturata dai nazifascisti. Il 12 agosto 1944 venne condotta davanti al plotone di esecuzione, ma sopravvisse miracolosamente perché i proiettili la colpirono soltanto di striscio. Riuscì così a fuggire e a raggiungere nuovamente i partigiani sui monti, partecipando alla lotta fino alla liberazione di Faenza, avvenuta il 17 dicembre 1944.

Il valore della testimonianza

Per molti anni conservò nel silenzio il ricordo di quelle vicende drammatiche. Solo in età avanzata decise di raccontare la propria esperienza grazie all’incontro con il giornalista Claudio Visani, autore della biografia La ragazza ribelle, dalla quale è stata successivamente tratta anche una graphic novel destinata ai lettori più giovani.

Negli ultimi decenni la sua attività di testimonianza nelle scuole e negli incontri pubblici ha contribuito a mantenere viva la memoria della Resistenza, trasmettendo alle nuove generazioni il significato della libertà conquistata con il sacrificio di tanti uomini e donne.

Il cordoglio della città

Profondo il cordoglio espresso dal Comune di Faenza. Il sindaco Massimo Isola ha ricordato Annunziata Verità come «una testimone diretta della nostra storia, ma anche un punto di riferimento di quel sistema di valori civili su cui poggia l’assetto democratico della nostra comunità».

Il primo cittadino ha sottolineato come Nunziatina appartenesse a quella generazione di donne che, «senza cercare il protagonismo», scelsero di rischiare la propria vita per consegnare alle generazioni future un Paese libero e democratico.

«Il suo impegno come staffetta partigiana – ha aggiunto Isola – non è stato un episodio isolato della giovinezza, ma l’inizio di un mandato civile durato tutta la vita, speso a presidio della memoria repubblicana. La perdita dei protagonisti della Resistenza impone oggi un cambio di passo nelle politiche della memoria. Figure come Nunziatina ci ricordano che la democrazia non è un dato acquisito per sempre, ma un esercizio quotidiano di partecipazione e vigilanza».

Con la scomparsa di Annunziata Verità, Faenza perde una protagonista della propria storia civile. Resta l’eredità di una donna che, dopo aver sfidato la violenza della guerra e della dittatura, ha scelto di trasformare la propria esperienza in un instancabile impegno educativo e civile al servizio della memoria.