Da martedì 10 giugno il Centro di assistenza e urgenza (Cau) di Faenza chiuderà definitivamente i battenti. Il servizio per le urgenze sanitarie minori, finora ospitato in via Golfieri 9, sarà trasferito nella nuova Casa della Comunità Hub di viale Risorgimento 3, nell’area fieristica cittadina, dove entrerà in funzione il nuovo Ambulatorio Aft (Aggregazione funzionale territoriale). Per i cittadini cambierà soprattutto la sede: orari, modalità di accesso e tipologia delle prestazioni resteranno invariati.

Le date del trasferimento e cosa succede al Cau

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Il passaggio sarà scandito da alcune giornate di sospensione necessarie per il trasloco delle attività. Il Cau di via Golfieri 9 terminerà la propria attività lunedì 8 giugno. Successivamente il servizio resterà chiuso per consentire il trasferimento nella nuova sede. Durante il periodo di sospensione, nelle giornate dell”8, 9 e fino alla mattina del 10 giugno, i cittadini che avranno necessità di assistenza per urgenze minori potranno rivolgersi al Cau di Castel Bolognese, che sarà temporaneamente potenziato in orari e presenza medica. L’apertura del nuovo Ambulatorio Aft è prevista dalle 14 del 10 giugno nella nuova sede di viale Risorgimento 3. «Dal 10 giugno non ci sarà più il Cau e aprirà l’Ambulatorio Aft. Il servizio è il medesimo, dedicato alle urgenze minori e differibili, con la stessa diagnostica di base, lo stesso personale medico e infermieristico e la stessa casistica trattata», ha spiegato Caterina Florescu, direttrice del Distretto di Faenza.

Stessi professionisti, ma più integrazione con i medici di famiglia

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La principale novità riguarda il modello organizzativo. L’Ambulatorio Aft sarà infatti gestito dai Medici di Ruolo Unico dell’Assistenza Primaria, affiancati dal personale infermieristico, con l’obiettivo di integrare a gestione delle urgenze minori con l’attività dei medici di medicina generale. «Il servizio non cambia nella funzione, cambia l’integrazione maggiore con i medici di medicina generale», ha sottolineato Riccardo Casadei, direttore dell’Unità operativa Cure Primarie Ravenna-Lugo. «I cinque medici oggi impegnati nel Cau si trasferiranno nella nuova struttura. A questi si aggiungeranno progressivamente altri professionisti. Attualmente il gruppo è composto da circa una ventina tra medici e infermieri può contare sul supporto di 20 infermieri di famiglia e comunità nell’area urbana di Faenza». Restano confermate la presenza infermieristica, le dotazioni diagnostiche e tutte le prestazioni già garantite dal Cau.

La nuova Casa della Comunità prende forma

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Il rendering della nuova Casa di Comunità al centro fieristico

L’apertura dell’Ambulatorio Aft coincide con l’avvio operativo del primo stralcio della nuova Casa della Comunità Hub di Faenza, uno degli investimenti più rilevanti per la sanità territoriale del comprensorio. L’intervento ha un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. Oltre il 60% delle risorse proviene da finanziamenti regionali, mentre il restante importo rientra negli investimenti collegati al potenziamento della sanità territoriale previsti dal Pnrr. «Siamo all’interno di un cantiere che ha un suo sviluppo», ha detto il sindaco Massimo Isola. «Oltre il 60 per cento dell’investimento non è Pnrr ma della Regione Emilia-Romagna che ha deciso di costruire su Faenza una Casa della Comunità. È un punto di avanguardia della nuova sanità pubblica e della medicina territoriale». Il primo stralcio riguarda circa un quarto dell’intera struttura prevista. Entro i prossimi dodici mesi dovrebbe essere completata anche la seconda palazzina, destinata ad accogliere ulteriori servizi e gli studi dei medici di assistenza primaria.

Quali servizi saranno attivi dal 10 giugno

La nuova Casa della Comunità ospiterà fin da subito numerosi servizi sanitari e sociosanitari. Saranno attivi il Punto unico di accesso (Pua), il Centro prenotazioni, la specialistica ambulatoriale, la Psicologia di comunità, il Servizio infermieristico domiciliare, l’Infermiere di famiglia e comunità, il nuovo punto prelievi e l’Ambulatorio Aft. Il punto prelievi rappresenta una novità aggiuntiva rispetto all’offerta sanitaria già presente sul territorio e si affiancherà ai servizi già operativi alla Filanda e nella Palazzina 13. «La Casa della Comunità rappresenta il primo pezzo del fulcro dell’assistenza territoriale della città – ha aggiunto Florescu – Qui troveranno spazio accoglienza, prenotazioni, servizi infermieristici, assistenza domiciliare, punto prelievi e specialistica ambulatoriale».

Trasporti e servizi: nuove fermate verso la Fiera

Unica nota dolente, la location per chi non può guidare un’automobile. Se gli spazi sono ottimali per i parcheggi e non troppo distanti dal centro città – verrà ampliata anche la pista ciclabile – non este al momento una linea diretta di trasporto pubblico. Attualmente la fermata più vicina alla nuova Casa della Comunità è quella servita dalla linea 51 in via Oberdan, che consente già di raggiungere l’area ma richiede di percorrere a piedi alcune decine di metri per arrivare all’ingresso della struttura. Per agevolare l’accesso ai servizi sanitari, specie per le persone più anziane, il Comune, insieme agli enti coinvolti e al gestore del trasporto pubblico, sta lavorando alla realizzazione di due nuove fermate dedicate, una in prossimità della Fiera e una nell’area della Graziola. «Da oggi al 10 giugno lavoreremo con intensità per informare i cittadini che non dovranno più andare in via Golfieri ma alla Fiera – ha spiegato il sindaco Massimo Isola – . Stiamo lavorando per avere a breve due nuove fermate del trasporto pubblico. Daremo una comunicazione specifica non appena saranno definite le tempistiche». Le nuove fermate non entreranno in funzione contestualmente all’apertura della Casa della Comunità, ma dovrebbero essere attivate nei prossimi mesi. Nel frattempo resta disponibile la fermata di via Oberdan, già operativa e raggiungibile con il servizio urbano gratuito cittadino.

Una nuova fase per la sanità territoriale

La chiusura del Cau segna la conclusione di una sperimentazione che, in appena due anni di attività – il secondo anniversario sarebbe proprio il 10 giugno, data scelta per l’apertura dell’ambulatorio Aft – è entrata rapidamente nelle abitudini dei cittadini faentini. «Il Cau è entrato nell’immaginario collettivo della città – ha osservato Isola -. Ora abbiamo la responsabilità di fare in modo che la Casa della Comunità diventi il simbolo della nuova stagione della sanità pubblica». Anche per le professioni sanitarie il trasferimento rappresenta l’avvio di un percorso più ampio. «È un processo trasformativo che garantirà continuità e professionalità all’interno della Casa della Comunità», ha spiegato Katia Prati, direttrice delle Professioni sanitarie di Ravenna. «È soltanto un inizio, ma consentirà una presa in carico sempre più integrata dei pazienti cronici tra assistenza domiciliare e servizi territoriali». Dal 10 giugno, dunque, il riferimento per le urgenze sanitarie minori a Faenza sarà il nuovo Ambulatorio Aft della Casa della Comunità di viale Risorgimento, destinato a diventare il principale polo della medicina territoriale cittadina.

Barbara Fichera