Che significato ha ballare l’Ottocento nel 2026? Quali i valori che balli e musiche ottocentesche portano con sé? Dal 2020, a Faenza, è presente una società di danza di balli ottocenteschi, inserita all’interno di un’ampia rete nazionale: quella di Scuola di Danza Ottocentesca, associazione culturale diretta da Fabio Mòllica. Un’offerta che ha coinvolto trasversalmente tutti i tipi d’età, dai neo-adolescenti fino a persone di più di una settantina d’anni. «Il nostro circolo vanta una partecipazione molto varia per età. – ha spiegato Eleonora Morini, insegnate del circolo faentino, e ha aggiunto – Ammetto che i giovani fanno ancora un po’ fatica ad aderire a questo tipo di attività, credo che alcuni ragazzi vedano il gusto per l’ottocento come qualcosa di vintage, ma quando entrano qui solitamente non se ne vanno e continuano a danzare con noi».
“Un’esperienza a 360 gradi”

Tra energia, abiti ampi e passi mossi all’unisono a ritmo di musica, grande è l’entusiasmo degli iscritti alla Società di Danza-Faenza, a dimostrarlo le loro testimonianze. «Danzare sui passi e sulle note ottocentesche è una sfida che porta grande soddisfazione e arricchimento». Così si è espressa Caterina, 35 anni, che insieme al suo compagno frequenta l’attività culturale dal 2023. Un percorso iniziato tre anni fa grazie a un annuncio su Facebook e alla voglia di trovare stimoli ed emozioni nuovi. «Io e il mio compagno abbiamo iniziato a danzare mossi dall’esigenza di trovare un’attività che potessimo fare insieme, coniugando a essa un po’ di socialità nuova – ha spiegato Caterina – Ci siamo fin da subito sentiti coinvolti, rimanendo soddisfatti sia per il gruppo di persone conosciute, che per il tipo di attività proposta». Ed è proprio nel coinvolgimento riscontrato da Caterina e dal compagno che risiedono i motivi per cui Caterina si sentirebbe di consigliare il gruppo di danze ottocentesche. «Lo consiglierei perché è un’attività completa, che coinvolge la persona a 360 gradi – ha affermato Caterina, per poi aggiungere – Innanzitutto è un’attività coinvolgente a livello relazionale, abbiamo conosciuto tante persone amiche, non solo sul suolo faentino, ma, in occasione dei Gran Balli, anche persone iscritte ad altri circoli italiani, con cui adesso siamo ancora in contatto – ha spiegato e poi ha continuato – la forza dell’ambiente in cui danziamo risiede proprio nella socialità divertente, leggera e accogliente con cui si entra in contatto: un contesto libero, privo di pregiudizi o requisiti». Un coinvolgimento, quello descritto da Caterina, che riesce a raggiugere anche i bisogni fisici del corpo. «Se da un lato il gruppo di danza ottocentesca soddisfa gli aspetti sociali e di competenza relazionale, dall’altro lato si completa nella sfera di salute fisica, della prossemica e dell’eleganza – ha in breve riassunto Caterina, per poi chiarire – La danza è un’attività fisica completa, che coinvolge tutto il corpo: a livello fisico aiuta la salute del corpo, l’eleganza e il portamento; a livello relazionale, nella condivisione dei passi, nello scambio di sguardi e nelle prese, aiuta ad approssimarsi ad altre persone».
Non solo adulti, ma anche giovanissimi
A dimostrazione di come l’arte offra uno spazio per tutti, senza alcun tipo di discriminazione, la testimonianza di una giovane ballerina: «Quando ballo sui passi e sulle note ottocentesche sono nella mia bolla di pace – così si è espressa Teresa, 17 anni, e ha aggiunto – È una realtà che ho scoperto per caso, ma fin da subito ha suscitato in me un grandissimo fascino – e infine ha concluso – Non so come spiegare il trasporto che nutro per queste danze, è stato un sentimento di pancia, come un amore a prima vista, le ho sentite mie fin da subito».
Ad abbassare la media d’età degli iscritti al circolo faentino, la giovanissima Alessia. Di soli 13 anni è la più piccola del gruppo, presenza costante a tutte le lezioni insieme alla sua mamma. «La felicità e l’entusiasmo con cui mamma rientrava a casa ogni giovedì sera dalla lezione di danza ottocentesca, sono stati gli aspetti che mi hanno coinvolto e incuriosito – ha raccontato Alessia – è così che ho deciso di partecipare anche io al gruppo di danze ottocentesche. – Un’esperienza fatta oggi di grandi emozioni e di conti alla rovescia, in attesa della lezione settimanale, quella vissuta dalla tredicenne, che ha concluso – Questa danza mi diverte molto, mi sento del tutto travolta dalle musiche e dalle energie dell’epoca».
Mauro: “Mi affascina anche il profondo studio sociale dell’epoca”

E tra i cavalieri Mauro, 47 anni, è ormai un veterano. Fedele iscritto dal 2023, prima di allora la danza non era mai stata parte della sua vita. «La danza era la cosa più lontana dalla mia persona – ha affermato francamente Mauro, per poi aggiungere – dopo la prima prova, quello che mi ha trattenuto è stata l’essenza del circolo di Faenza: un’ambiente caratterizzato da una certa freschezza e informalità, insieme a belle relazioni. – A contribuire al coinvolgimento di Mauro il fascino per il periodo storico – Gli studi di Fabio Mòllica, fondatore della associazione, mi hanno molto incuriosito – ha spiegato Mauro – A oggi ci rendiamo protagonisti di danze che un tempo avevano un significato sociale ben preciso, accompagnando uomini e donne a feste, celebrazioni e movimenti di convivialità – e ancora ha aggiunto – La nostra attività non si limita solo alla danza, nonostante il nostro obiettivo sia quello di divertirci insieme, ma include un profondo studio sociale dell’epoca: al di là della coreografia, anche le regole di etichetta, che includono o escludono un comportamento piuttosto che un altro». La danza per Mauro è diventata occasione per mettersi in gioco e per uscire dalla comfort zone. A contribuire a questo aspetto la modalità delle stessa delle danze: un contatto fisico e ravvicinato con sconosciute in un meccanismo di balli in progressione. «Se inizialmente l’idea di ballare mi sembrava inaccessibile per la mia persona, ad oggi posso dire che queste danze sono proprio per tutti, basta aver voglia di mettersi in gioco e di divertirsi – ha sottolineato Mauro e ha aggiunto – È un ambiente che mi sento di consigliare a chiunque abbia viglia di lanciarsi in qualcosa di nuovo, di divertirsi e di sudare un po’ – e poi ha concluso – Tra le parti più belle, le amicizie nate e la soddisfazione di partire da zero e di arrivare, in breve tempo, a sapersi muovere con eleganza e precisione sulle note delle musiche classiche».
Recuperare il valore delle relazioni faccia a faccia

Per Ariane, 51 anni, l’aspetto più bello dei balli ottocenteschi è chiaro: recuperare i valori di un modo antico di relazionarsi. «Con queste danze ci si ritorna a guardare negli occhi, in un mondo in cui ormai è diventata cosa rara. – ha affermato Ariane e ha aggiunto – In un contesto in cui tutti ci relazioniamo nascosti dietro ai nostri schermi, credo sia bello ritrovare un’armonia tra corpi e sguardi con cui una volta si era soliti relazionarsi. – e ha concluso – Questi balli ottocenteschi sono in grado di curare aspetti umani da angolazioni diverse». Sono dieci anni che Ariane frequenta la società di danze ottocentesche, con un percorso iniziato nel circolo di Forlì quando ancora era assente su territorio faentino. Un’avventura iniziata con il marito, ha visto lei continuare a nutrire una profonda passione per tutto ciò che riguarda il periodo storico e lui diventare insegnante presso la palestra di Forlì.














