Oltre trenta mezzi, volontari, educatori e terapisti per regalare emozioni e libertà a bambini e adulti con disabilità. «Noi ci divertiamo più di loro», racconta Emanuele Marchi, falegname faentino e presidente dei Winter Bikers.

Anche il rombo delle moto può diventare una forma di cura. Non soltanto adrenalina, velocità o passione meccanica, ma anche inclusione, libertà e benessere emotivo. Lo sanno bene i volontari dei motoclub “Winter Bikers” di Faenza e“Amici de Mutor” di Pieve Cesato, che domenica 24 maggio daranno vita alla quarta edizione de “Il Sorriso in Moto”, iniziativa dedicata a ragazzi e persone con disabilità psico-fisiche o relazionali. «Siamo motociclisti a 360 gradi – racconta Emanuele Marchi, 50 anni, titolare della falegnameria Faenza Legno e presidente dei Winter Bikers – facciamo enduro, pista, turismo, motoraduni Harley. Ma soprattutto cerchiamo di esserci dove c’è bisogno. Questa iniziativa ci dà una soddisfazione enorme».

La mototerapia: quando la moto diventa benessere

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Emanuele Marchi, presidente dei Winter Bikers sulla sua Yamaha dell’82 con il sidecar e uno dei partecipanti della scorsa edizione

L’appuntamento è in programma domenica 24 maggio dalle 15 alle 19 al circuito ciclistico “Vito Ortelli” di via Aldo Lesi, a Faenza. I partecipanti potranno percorrere dai tre ai cinque giri del tracciato in sella alle motociclette guidate dai volontari dei due motoclub. La flotta sarà composta da oltre trenta mezzi di tutti  i tipi: sidecar, quad, moto sportive, da turismo, custom, enduro e vespe. Ogni partecipante verrà accompagnato scegliendo il mezzo più adatto alle proprie esigenze. «Ogni passeggero è diverso – spiega Marchi – bisogna capire come si comporta, cosa può fare, quale moto utilizzare. Abbiamo anche sidecar e tre ruote per i casi più complessi. È impegnativo, ma bellissimo». L’evento si ispira ai principi della mototerapia, disciplina ideata dal campione di freestyle motocross Vanni Oddera, che dal 2009 ha iniziato a portare moto e rampe all’interno di ospedali pediatrici e strutture per disabili. Riconosciuta ufficialmente nel 2024 come pratica di supporto al benessere psicofisico, la mototerapia punta a ridurre stress, paura e isolamento, migliorando autostima, relazioni sociali e qualità della vita, cosa scientificamente dimostrata da parecchi  studi internazionali.

Una giornata dedicata all’inclusione

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Durante il pomeriggio saranno presenti educatori, terapisti, soci dei motoclub e un medico volontario. Il circuito sarà attrezzato anche con strumenti di comunicazione aumentativa alternativa (Caa) per favorire la partecipazione di tutti. L’organizzazione fornirà caschi omologati e cuffie sottocasco monouso, mentre ai partecipanti sarà richiesto di indossare jeans e una giacca a maniche lunghe. Negli anni l’iniziativa è cresciuta coinvolgendo associazioni e famiglie di tutta la Romagna. «L’anno scorso avevamo circa quaranta partecipanti – racconta Marchi – non solo ragazzi, ma anche adulti. Collaboriamo con istruttori che seguono ragazzi con disabilità durante tutto l’anno e cerchiamo sempre di dare una mano».

Chi sono i Winter Bikers

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I Winter Bikers

I Winter Bikers sono una realtà storica del motociclismo faentino. Il gruppo nasce nel 1991 e dal 2012 è diventato motoclub indipendente, raccogliendo l’eredità dello storico sodalizio cittadino nato nel 1977. «Sono figlio di uno dei fondatori del vecchio motoclub – racconta Marchi – e sono cresciuto in questo ambiente». Oggi il club conta circa 150 associati, dai 16 agli oltre 80 anni: muratori, architetti, medici, infermieri, agricoltori, impiegati, operai e artigiani. «Siamo ultra inclusivi – sottolinea – ci unisce la passione per la moto e il volontariato». Oltre ai motoraduni e alle uscite turistiche, il gruppo presta servizio durante feste e manifestazioni del territorio, dalle staffette motociclistiche per eventi sportivi come la Cento chilometri, ai servizi di sicurezza durante sagre e iniziative benefiche. «Noi ci buttiamo sempre dove c’è bisogno – dice Marchi – accompagniamo cortei, aiutiamo nelle manifestazioni. Lo spirito è stare insieme e rendersi utili».

L’esempio di Gilberto Gatti

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Gilberto Gatti

Tra i soci del club c’è anche Gilberto Gatti, motociclista rimasto vittima anni fa di un grave incidente con amputazione di una gamba. La sua esperienza è diventata simbolo di inclusione e riscatto. «Grazie a lui, insieme alla Ducati di Bologna e all’Inail, si è riusciti ad arrivare alla legge che regolamenta la guida delle due ruote con patente speciale per persone con disabilità – conclude Marchi – ed è anche grazie a storie come la sua che continuiamo a credere in progetti come “Il Sorriso in Moto”».

Barbara Fichera