L’avvio del servizio degli Street Tutor nel centro storico di Faenza entra nel dibattito politico cittadino. A intervenire è Andrea Monti, consigliere di Fratelli d’Italia, che critica tempi e modalità dell’attivazione del progetto.

Le critiche sui tempi di attivazione

«Avevano promesso prudenza e formazione, ma la realtà della campagna elettorale sembra aver stravolto i piani della Giunta. Gli Street Tutor sono già in azione, con un tempismo che sa più di propaganda che di reale strategia di sicurezza», dichiara Monti.

Secondo quanto sostenuto dal consigliere di Fratelli d’Italia, l’amministrazione comunale avrebbe inizialmente indicato il mese di settembre come periodo previsto per l’avvio del servizio.

Una tempistica che, sempre secondo Monti, sarebbe stata motivata dalla necessità di formare il personale e definire con precisione le aree maggiormente sensibili del territorio cittadino.

«Evidentemente il countdown verso le urne ha accelerato i tempi della burocrazia», afferma il consigliere.

«Si era detto che serviva tempo per la formazione e per valutare le zone da pattugliare, ma oggi assistiamo a un’attivazione lampo che solleva non pochi dubbi sulla qualità del servizio offerto».

“Servizio così delicato non può essere una bandierina elettorale”

Nel suo intervento, Andrea Monti parla anche di una «politica dell’apparire», contestando il modo in cui sarebbe stato introdotto il servizio degli Street Tutor.

Secondo il consigliere, «il rischio è di aver messo in strada figure non ancora pienamente coordinate o preparate, solo per dare un segnale di presenza».

Monti aggiunge inoltre che «un servizio così delicato, che tocca la percezione di sicurezza dei cittadini, non dovrebbe essere usato come bandierina elettorale».

La richiesta di una strategia strutturata

«Attivare servizi senza averne ponderato le conseguenze o aver completato l’iter formativo rischia di produrre risultati sterili o, peggio, controproducenti», sostiene il consigliere di Fratelli d’Italia.

«Ai cittadini non servono servizi approssimativi nati sotto l’urgenza del voto, ma una sicurezza strutturata, pensata e realmente efficace. La sicurezza di Faenza merita serietà, non scorciatoie elettorali», conclude Andrea Monti.