Non c’è pace per il cantiere in piazza delle Erbe. Prima le proteste sulla realizzazione dell’isola ecologica interrata da parte di commercianti e associazioni di categoria, poi, a febbraio il ritrovamento di una pavimentazione riferibile a una Domus romana, e adesso riaffiora uno scheletro che parrebbe risalire all’epoca medievale. Il condizionale è d’obbligo perchè le indagini archeologiche da parte della Soprintendenza sono tutt’ora in corso. Gli scavi per la realizzazione dei cassonetti interrati si sono trasformati – com’era prevedibile – in un punto di osservazione sulla stratificazione storica della città. Durante i lavori è emerso – ultimo in ordine di tempo – uno scheletro umano, rinvenuto in posizione originaria con tanto di teschio, arti e costole, all’interno di un perimetro in laterizio. Le prime valutazioni lo collocherebbero in epoca medievale, mentre il laterizio risalirebbe a un periodo precedente. Fino a meno di un secolo fa, nell’area oggi occupata dalla piazza sorgeva un quartiere di impianto medievale e rinascimentale, con un piccolo luogo di culto, demolito nel corso del Novecento dal regime fascista. Il contesto urbano dell’epoca rende plausibile la presenza di tombe anche in zone oggi centrali, senza un legame diretto con edifici religiosi.
La pavimentazione della Domus romana e lo scheletro
La scoperta dello scheletro segue quella di pavimentazioni riferibili a una Domus romana di età imperiale, databile al I secolo dopo Cristo. Un elemento che conferma la presenza di abitazioni nella Faventia antica. I materiali rinvenuti raccontano di un’area vissuta nel corso dei secoli, con elementi più antichi riutilizzati in contesti successivi, come nel caso dei mattoni impiegati per la sepoltura.
Nel frattempo i resti umani sono stati trasferiti nel deposito della Soprintendenza a Palazzo Mazzolani, dove saranno sottoposti ad analisi. L’assenza di corredi funerari non consente, al momento, di definire identità, sesso o origine della persona. Le strutture romane individuate saranno invece tutelate secondo le indicazioni degli organi competenti, senza interferire con il progetto in corso.
I lavori proseguono
Nonostante i ritrovamenti, il cantiere tira dritto. A ribadirlo è l’assessore all’Ambiente Luca Ortolani: «Eravamo consapevoli che in quel sito potessero riemergere reperti: ci troviamo nel cuore più antico della città. Sul posto era già presente un archeologo per monitorare l’andamento degli scavi e la messa in sicurezza dei reperti non ha comportato che qualche ora di ritardo sulla tabella di marcia». L’isola ecologica sarà completata entro il 30 giugno come previsto dalle scadenze del Pnrr.
Barbara Fichera














