Centro chilometri di fatica e determinazione. Per molti è una gara, per altri un’esperienza quasi spirituale. La 100 Km del Passatore, storica ultramaratona da Firenze a Faenza, anche quest’anno ha attraversato l’Appennino e migliaia di storie personali. Tra queste c’è quella dell’assessora uscente allo Sport di Faenza, Martina Laghi, che ha scelto di affrontare per la prima volta il “Passatore”, arrivando al traguardo dopo 18 ore di corsa e cammino.

La 51ª edizione della storica ultramaratona si è disputata tra sabato 23 e domenica 24 maggio, richiamando 3.500 partecipanti da tutta Italia e dall’estero lungo il percorso che collega Firenze a Faenza attraverso il Mugello e l’Appennino tosco-romagnolo.

«La partenza e il cielo stellato: emozioni che restano per sempre»

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Per Martina Laghi non è stata soltanto una prova sportiva. «Come dicono tutti, la 100 Km è un viaggio – racconta –. C’è chi la vive da atleta e chi come un’esperienza interiore. Bisogna prepararsi tanto, fisicamente ma soprattutto mentalmente. Dicono che sia 60% gambe e 40% testa e cuore». L’emozione più intensa? «Essere in mezzo agli atleti alla partenza è stato qualcosa di unico. Poi attraversare la Toscana e l’Emilia-Romagna, di giorno e di notte, vedere il cielo stellato, sentire i silenzi e il rumore dei passi… sono immagini che restano dentro per tutta la vita». La “Cento” è più di una competizione: un attraversamento umano oltre che geografico, capace di unire territori e persone lungo la strada. Non sono mancati i momenti difficili. «Ho avuto una crisi a San Cassiano, soprattutto legata all’alimentazione, che in gare del genere è fondamentale. Le gambe e i piedi invece hanno sempre risposto bene». A fare la differenza è stato il sostegno ricevuto lungo il percorso. «Negli ultimi 10-15 chilometri si sono aggiunti pian piano amici e familiari. A quel punto la forza arriva dagli altri, non sei più sola». E grazie all’entusiasmo del pubblico e delle persone che l’hanno accompagnata, è arrivato anche il finale inatteso: «Gli ultimi cento metri li ho fatti di corsa. Una cosa che non avevo nemmeno preso in considerazione».

«La Cento è davvero per tutti»

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L’assessora faentina ha chiuso la sua prima esperienza al Passatore in 18 ore, senza inseguire il cronometro. «Non mi ero data un tempo. L’obiettivo era arrivare». Durante la salita verso il Passo della Colla ha trovato quasi casualmente un compagno di viaggio con cui ha condiviso gran parte del percorso. «Da Fiesole fino alla Colla abbiamo camminato e corso insieme. La salita è andata bene, circa otto ore. Poi in discesa siamo stati più lenti, con qualche pausa in più ai ristori». La 100 Km del Passatore è considerata una delle ultramaratone più affascinanti e impegnative d’Europa, con il valico appenninico della Colla di Casaglia come punto simbolico della gara. La preparazione è iniziata il 1° gennaio. «Ho cominciato gradualmente a macinare chilometri. In realtà ho deciso davvero di fare il Passatore solo tra marzo e aprile, ma ero già nel percorso giusto di allenamento». Alla fine i numeri raccontano bene l’impegno: oltre mille chilometri percorsi in poco più di quattro mesi. «È stato un percorso molto bello». E a chi sogna di provarci almeno una volta? Martina Laghi non ha dubbi: «La 100 chilometri è per tutti. Serve preparazione, certo, servono testa e determinazione, ma penso davvero che chi vuole possa affrontarla». E poi un invito: «È un’esperienza. Una volta nella vita credo sia davvero bello farla».