Un frammento pergamenaceo con notazione musicale medievale, sopravvissuto nei secoli come coperta di riuso di un volume del Seicento, è riemerso nei depositi della Biblioteca Manfrediana di Faenza grazie alle attività di catalogazione e valorizzazione del patrimonio conservato. Un ritrovamento che unisce ricerca, restauro e studio musicologico, aprendo nuove ipotesi sulla storia della musica liturgica medievale.

Un patrimonio che continua a rivelare tesori

La Biblioteca di Faenza, tra le tredici più importanti della Regione Emilia-Romagna, conserva un patrimonio di oltre 550 mila documenti. Nei suoi depositi si custodiscono tesori che stanno lentamente tornando alla luce grazie a una scrupolosa attività di catalogazione, inventariazione e valorizzazione del patrimonio non soltanto bibliografico portata avanti dal personale della biblioteca.

Durante gli interventi di catalogazione nel catalogo online della Rete di Romagna, è stato individuato un lacerto pergamenaceo con notazione musicale. Il cosiddetto “bifolio” era sopravvissuto come coperta di riuso per un’edizione veneziana del 1607 delle Orationes scritte da Carlo Sigonio.

Consapevoli dell’importanza del frammento e della necessità di garantirne un’adeguata conservazione, in accordo con la Soprintendenza archivistica dell’Emilia-Romagna, il documento è stato affidato alle restauratrici di Formula Servizi, sotto la guida di Maria Roberta Stanzani, già impegnate nel restauro del manoscritto ciceroniano del 1434.

Lo studio del frammento e l’ipotesi guidoniana

Mentre era in corso il delicatissimo restauro, il professor Mauro Casadei Turroni Monti, musicologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha condotto uno studio paleografico sulle immagini del frammento, concentrandosi sulla sua notazione neumatica.

Il documento, conservato in ottimo stato, mostrava alcuni canti esemplari della Dominica in palmis. Tra questi emerge il Tractus «Deus Deus meus», definito un eloquente thesaurus d’informazioni neumatiche.

Secondo lo studio, la straordinaria calligrafia neumatica appare pressoché analoga a quella del celebre Antifonario N.N. di Fonte Avellana, redatto da copisti che ebbero come supervisore Guido d’Arezzo. Da qui nasce l’ipotesi che il frammento faentino possa rientrare tra le carte di quel corpus guidoniano avellanita di inestimabile valore, fino a oggi considerato quasi del tutto disperso.

Presentazione pubblica e musica dal vivo il 28 maggio

Nel pomeriggio del 28 maggio sarà possibile non soltanto ammirare il frammento, ma anche seguire le diverse fasi del restauro: dalla documentazione fotografica iniziale del volume alla depolveratura, dalla pulitura a secco fino alle fasi finali del distacco.

A concludere la presentazione sarà il soprano Margherita Pieri.