A quasi tre anni dalle drammatiche alluvioni del maggio 2023, la sfida della ricostruzione in Romagna entra nel vivo. Ora siamo in una fase nuova, meno legata all’urgenza e più proiettata alla sicurezza strutturale del prossimo decennio. Se ne è discusso nei giorni scorsi, in un affollato incontro interclub organizzato dal Rotary Club Faenza, che ha ospitato Fabrizio Curcio, Commissario Straordinario alla Ricostruzione. L’evento, che ha visto la partecipazione dei club di Bologna Valle del Samoggia, Club Romagna, Ravenna Galla Placidia e Castel Bolognese Romagna Ovest, ha permesso di alzare il velo sulla complessa “macchina” amministrativa e tecnica che coordina il ripristino di uno dei territori più fragili e strategici del Paese.
I numeri: oltre 6.300 cantieri tra emergenza e futuro. “Impegno umano, prima ancora che tecnico”
Il dato centrale e più atteso, emerso dalla relazione dell’ingegnere, riguarda l’imponente mole di lavoro già messa a terra: sono oltre 6.300 gli interventi attivati, il 72 per cento in corso di esecuzione o conclusi. Non si tratta solo di grandi opere idrauliche, ma di un mosaico capillare di lavori che toccano ogni angolo del territorio: dalla difesa del suolo in Appennino al complesso ripristino della viabilità collinare, fondamentale per contrastare l’isolamento dei borghi, fino alla messa in sicurezza dei nodi idraulici più critici all’interno dei centri abitati di pianura.
“Dietro questi numeri c’è un impegno che definirei umano, prima ancora che tecnico”, ha sottolineato con forza il commissario Curcio. Il metodo di lavoro illustrato ha evidenziato un equilibrio sottile, ma necessario: operare con la massima celerità possibile, restando con rigore ancorati al “perimetro della legge” e della trasparenza amministrativa, per garantire che ogni risorsa investita sia tracciabile e con correttezza finalizzata alla tutela della collettività e dei contribuenti.
Il valore della sinergia istituzionale: Rontini e Isola

L’incontro ha visto i contributi istituzionali che hanno arricchito il dibattito, portando la voce della Regione e dell’amministrazione locale. La Sottosegretaria alla Presidenza dell’Emilia-Romagna, Manuela Rontini, ha ribadito l’impegno costante dell’ente di viale Aldo Moro nel monitorare l’efficacia dei flussi di finanziamento e nel garantire un coordinamento snello tra i vari livelli di governo. La Rontini ha evidenziato come il dialogo tra Regione e Struttura Commissariale sia il motore indispensabile per far sì che le risorse si traducano in cantieri aperti, con una particolare attenzione alla semplificazione dei processi per cittadini e imprese.
Il sindaco di Faenza Massimo Isola, portavoce di una comunità che ha pagato un tributo altissimo agli eventi estremi, ha posto l’accento sulla necessità di una programmazione che non prescinda mai dalla qualità dei progetti e dal coinvolgimento dei territori. Isola ha ricordato come la ricostruzione non sia solo un fatto di cemento, argini e asfalto, ma riguardi l’identità stessa di una città che vuole tornare a correre in sicurezza, superando i traumi del recente passato con una visione di lungo periodo.
Il territorio al centro della ricostruzione
Un aspetto innovativo della gestione attuale è proprio il sensibile salto di qualità impresso nel rapporto con le istituzioni di prossimità. La Struttura commissariale ha scelto di privilegiare il coinvolgimento diretto e costante degli enti territoriali. Sindaci e uffici tecnici comunali non sono più visti come terminali di decisioni calate dall’alto, ma come partner attivi nella fase di programmazione. Questa sinergia è considerata la chiave di volta per passare dalla “ricostruzione semplice” alla “costruzione della resilienza attiva”: un concetto che Curcio ha declinato come la capacità della Romagna di trasformarsi in modo strutturale per resistere a eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.
Uniti per il bene comune
La serata, introdotta dal Governatore Nominato del Distretto 2072 Riccardo Vicentini, ha ribadito il ruolo autorevole del Rotary come piattaforma di dialogo civile. “Comprendere l’enorme mole di lavoro già svolta e i processi normativi in atto è fondamentale per restituire fiducia e visione ai cittadini e alle imprese”, ha commentato la presidente del Rotary Club Faenza, Alessandra Bentini.
Al tavolo dei relatori è stato espresso un ringraziamento particolare allo staff tecnico della Struttura, per la costante disponibilità al confronto costruttivo con la comunità faentina. In un territorio che chiede risposte certe e tempi rapidi, l’incontro ha confermato che la via maestra resta quella della cooperazione istituzionale, nell’ottica di quel “bene comune” che deve guidare, uniti, la rinascita definitiva della nostra terra.
Andrea Rava














