L’Ausl Romagna affida a Paola Ceccarelli la Direzione assistenziale aziendale e a Tiziana Marzulli il Distretto sanitario di Ravenna. Le nomine, deliberate dal direttore generale Tiziano Carradori, puntano a consolidare l’assetto organizzativo. Obiettivi: innovazione dei modelli assistenziali, medicina di prossimità e integrazione tra ospedale e territorio.

Nuove direttrici in Ausl Romagna per due ruoli fondamentali

L’Ausl Romagna rinnova il proprio assetto organizzativo con due nomine, affidando a Paola Ceccarelli la Direzione assistenziale aziendale e a Tiziana Marzulli la guida del Distretto sanitario di Ravenna. Gli incarichi, della durata di cinque anni, sono stati conferiti dal direttore generale Tiziano Carradori al termine di un bando.

Carradori ha sottolineato come: «si tratta di figure che dovranno lavorare proprio sui problemi attuali della sanità del nostro territorio sia quelli relativi alla mancanza di personale – che ricadono sotto le competenze della Direzione assistenziale aziendale che si occupa di 16mila dipendenti di cui 3mila medici -, sia quelli delle liste di attesa e dell’organizzazione di competenza della direttrice sanitaria, che non deve mai dimenticare la qualità dei servizi. I due temi sono fortemente interconnessi perchè se non abbiamo personale non possiamo nemmeno erogare servizi, esami, visite».

Ceccarelli: «Puntare alla qualità delle cure e a una valorizzazione del personale»

La nomina di Paola Ceccarelli rappresenta una scelta in continuità con un percorso professionale costruito interamente all’interno del sistema sanitario. Negli ultimi anni ha ricoperto ruoli di responsabilità nella Direzione infermieristica e tecnica di Cesena e nei distretti sanitari di Cesena-Valle Savio e Rubicone.

Ha iniziato la sua carriera nel 1993 all’ospedale Bufalini di Cesena, per poi orientarsi progressivamente verso il coordinamento dei processi assistenziali, con particolare attenzione alla qualità delle cure. Laureata in Scienze infermieristiche e ostetriche all’Università di Firenze e in possesso di un master di secondo livello in gestione dei servizi sanitari conseguito all’Università di Bologna, è anche docente a contratto. Nel nuovo incarico sarà chiamata a contribuire alla pianificazione strategica aziendale, puntando su modelli organizzativi innovativi, flessibilità dei servizi e valorizzazione delle professioni sanitarie. Tra gli obiettivi, il rafforzamento della qualità e della sicurezza delle cure, lo sviluppo dei percorsi di prevenzione e una maggiore integrazione tra ospedale e territorio.

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Marzulli: «Fondamentali le Case di comunità. A breve ne arriveranno altre due»

Parallelamente, Tiziana Marzulli assume la guida del Distretto sanitario di Ravenna con un profilo fortemente orientato alla sanità pubblica e alla medicina di comunità, è laureata in Medicina e chirurgia e specializzata in Igiene e Medicina preventiva. Ha maturato una significativa esperienza professionale in Umbria, lavorando presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia e collaborando con la Regione nella sperimentazione di sistemi di stratificazione della popolazione per profili di rischio. Dal 2017 è attiva in Romagna come dirigente medico nel Dipartimento Cure primarie e Medicina di comunità di Ravenna.

Nel corso della pandemia ha svolto un ruolo particolarmente delicato sul territorio ravennate, occupandosi delle fasce più fragili della popolazione: senza tetto, migranti, persone in fase di regolarizzazione e minori stranieri non accompagnati. Un impegno complesso, reso ancora più difficile dalle condizioni di marginalità sociale che spesso rendono complicato anche il rispetto delle norme sanitarie di base.

Per questa attività le è stato conferito il secondo Premio Intercultura Ravenna, assegnato nell’ambito del Festival delle Culture, riconoscimento che valorizza il lavoro svolto a favore dell’inclusione e dell’accesso equo ai servizi. Un’esperienza che oggi rappresenta un bagaglio importante anche nel nuovo incarico alla guida del Distretto sanitario di Ravenna, dove la sua azione sarà orientata al rafforzamento della medicina di prossimità.

Al centro, il ruolo delle Case della Comunità come presìdi aperti e accessibili, capaci di intercettare i bisogni dei cittadini e costruire percorsi di cura integrati. L’obiettivo è favorire un lavoro di équipe, ridurre le disuguaglianze di accesso e rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e servizi sanitari, con particolare attenzione proprio a quelle persone che più facilmente restano ai margini del sistema.

Tiziana Marzulli