Nell’ambito delle manifestazioni in occasione del bicentenario della morte di Felice Giani (1758- 1823), il territorio d’origine del pittore, fin dall’estate, ha organizzato una serie di eventi espositivi con il Comune di Faenza dal titolo ‘Felice Giani. Artista anticonvenzionale tra fascino dell’antico e tensioni preromantiche’. La mostra di Tortona sarà presentata a faenza dai curatori Vincenzo Basiglio e Marcella Vitali martedì 7 novembre alle 17.30 alla Galleria dei Cento Pacifici, del Ridotto del Teatro Comunale, a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Faenza.
Tre mostre per Felice Giani
In apertura, nel paese natale San Sebastiano Curone (AI), sono state allestite tre mostre grazie al prestito di disegni da collezioni private e soprattutto della serie dei 22 straordinari fogli del cosiddetto ‘Album da Faenza a Marradi’, conservati presso il Fondo Piancastelli della Biblioteca comunale di Forlì. A seguire il 16 settembre a Tortona è stata inaugurata un’ampia mostra articolata suddivisa in due sezioni: a Palazzo Guidobono ‘Felice Giani e il nuovo classicismo eterogeneo e preromantico’ e al Museo Diocesano ‘Felice Giani pittore giacobino e l’esperienza del sacro’, alle quali ha collaborato la città di Faenza con un importante prestito di opere dalle collezioni pubbliche della Pinacoteca Comunale, della Biblioteca Manfrediana, oltre che arrivate da diversi collezionisti.
Ricostruire un percorso cronologico dell’arte di Felice Giani
L’intento delle esposizioni è quello di ricostruire un percorso cronologico nel contesto di una produzione estremamente varia, cercando di ricomporre i nessi tra grafica, pittura e decorazione, grazie alla presentazione di disegni, tempere su tela, e alcune decorazioni murali strappate, tra cui importanti inediti. Felice Giani deve infatti in buona parte la sua fama dall’essere stato un grande protagonista nel genere della decorazione murale al servizio della classe emergente tra l’età giacobina e i primi anni della Restaurazione, oltre ad aver allestito apparati decorativi per le residenze di assoluto prestigio dell’entourage napoleonico in grandi città come Roma, Venezia e
Bologna. Giani fu però anche uno straordinario e versatile disegnatore di spiccata personalità, con la capacità di attribuire al disegno gli effetti della pittura sia negli schizzi che negli appunti grafici, ma anche nei bozzetti e nelle tavole a soggetto storico, mitologico e allegorico, in sintonia con gli indirizzi culturali dell’epoca e con l’ambiente artistico romano nel quale si distinse per le relazioni e per essere stato uno dei punti di riferimento. Faenza, che si può considerare sua patria di elezione, vanta non solo una serie numerosa e prestigiosa di ambienti decorati, ma anche una sorta di suo lascito ideale grazie alla fondazione da lui caldeggiata della Scuola di Disegno che per
decenni mise a frutto una concezione del disegno indispensabile per la formazione di artisti e artigiani. La sezione della mostra allestita al Museo Diocesano consente inoltre di cogliere una personale visione del sacro nel pieno dell’età giacobina sia nei termini dell’iconografia che nella riduzione anticonvenzionale del soggetto alle atmosfere domestiche e alla serena quotidianità, ponendo al contempo all’attenzione anche opere destinate a contesti pubblici di particolare importanza. Faenza aveva programmato, nell’occasione di questo importante anniversario, di realizzare un evento espositivo dedicato all’artista, purtroppo gli eventi alluvionali di maggio hanno determinato diverse priorità, anche in relazione agli spazi che a tale evento dovevano essere dedicati. Nell’attesa di poter realizzare prossimamente queste esposizioni a Faenza, l’appuntamento ora in programma si ripropone comunque di dedicare la dovuta attenzione agli eventi espositivi che si
stanno svolgendo in Piemonte.














