Alessandro Vitali, dirigente de Il Popolo della Famiglia a Faenza, interviene in merito all’ordine del giorno sul suicidio assistito dibattuto in consiglio comunale.

“Nella seduta di Consiglio Comunale appena trascorsa, è stato dibattuto come ordine del giorno quello avente titolo “SUPPORTO ALLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE AVENTE A OGGETTO “PROCEDURE E TEMPI PER L’ASSISTENZA SANITARIA REGIONALE AL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO AI SENSI E PER EFFETTO DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 242/2019”.

Un tema assai delicato che tocca le fasce più fragili della società, nello specifico i malati terminali e non solo, ai quali si vorrebbe consentire di mettere fine alla propria vita tramite l’auto somministrazione di medicinali che portano al decesso.

Come Popolo della Famiglia non possiamo che difendere il diritto alla vita ed alla dignità di ogni singolo individuo, dichiarandoci in maniera netta contro questo obbrobrio medico e legislativo.

Occorre inoltre valutare la ripercussione che avrebbe, negli anni a venire, il permesso ad eseguire questa pratica. Arriveremo indubbiamente alla fase in cui ciascun individuo, per qualsiasi tipo di problema, può autonomamente decidere del proprio destino, in una società in cui la fragilità viene intesa come un peso per lo Stato, introducendo di fatto il diritto al suicidio.

In questi fine settimana si sono tenuti in Piazza a Faenza dei banchetti informativi sul suicidio assistito. “Liberi fino alla morte” lo slogan che campeggiava sui manifesti. Ebbene è questa libertà, di questi tempi, in cui è concesso tutto ed il contrario di tutto, che mette leciti dubbi sul dove si vuole arrivare.

Vitali conclude poi con una piccola ma significativa nota: fa riflettere come si preferisca parlare di fine vita piuttosto che di strumenti per aumentare la natalità, vedi il reddito di maternità, o più in generale mirare a politiche per la famiglia.”