Rispetto alla situazione siccitosa di questa calda estate, la lungimiranza è stata a suo tempo quella di chi ha voluto e costruito il Cer, Canale Emiliano Romagnolo. Cui si aggiunge quella di chi ha voluto e costruito i diversi invasi nelle aree collinari. «Nonostante alcune limitazioni d’uso imposte dalle autorità – dice il direttore del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, Giovanni Costa – al momento, con qualche turnazione di prelievo a scopo irriguo lungo i canali a cielo aperto, il sistema regge». Rispetto alle zone collinari, invece, per quanti sono allacciati al sistema degli invasi, l’attuale autonomia di prelievo sembra reggere almeno fino al prossimo 15 agosto. Dopo questa data, ma meglio prima, occorrerebbe anche un segno dal cielo che si concretizzi in qualche precipitazione.

Il direttore Giovanni Costa: “Cer e invasi sono la via da seguire”

Nel caso degli invasi c’è ancora spazio per costruirne di nuovi e al Consorzio confidano nei finanziamenti regionali del Psr. Due invasi di pianura, a Villa Prati e a Boncellino, rientrano comunque nella progettazione inviata al Ministero delle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità Sostenibile. Al momento siamo alla fase della Valutazione di Impatto ambientale. Un progetto di una certa consistenza che comprende anche reti distributive in pressione per un importo complessivo di 57 milioni di euro e passa. Costa qui precisa che la cifra è parametrata ai costi attuali di mercato. Ma come possiamo constatare tutti, i mercati sono in grossa fibrillazione e i costi si muovono di conseguenza. Entro fine anno saremmo comunque all’approvazione definitiva con possibilità di arrivare nei mesi successivi all’aggiudicazione lavori almeno di un primo stralcio per circa 40 milioni di euro. Sono previsti bacini di accumulo e reti distributive in pressione nel comparto idraulico Fosso Vecchio, tra Senio e Lamone, nei Comuni di Cotignola, Bagnacavallo e Alfonsine.

Puntando su fondi derivanti dal Pnrr, il Consorzio ha realizzato anche un paio di progetti per il Ministero delle Politiche Agricole. Qui erano stati previsti anche invasi, ma le regole di finanziamento del Ministero non ne vogliono sentir parlare. Cambiati in fretta i progetti, si procede per due opere di efficientamento della distribuzione irrigua mediante reti di condotte interrate in pressione. Un progetto, dell’importo di 14,8 milioni di euro, riguarda l’ammodernamento e l’adeguamento funzionale degli impianti di distribuzione irrigua in pressione denominati Selice e Tarabina nei Comuni di Conselice e Argenta. L’altro progetto, un importo di 14,2 milioni di euro, riguarda la realizzazione di reti di condotte di distribuzione in pressione nelle aree Selice Nord e Selice Ovest, tra i il Sillaro e il Santerno nei Comuni di Imola e Massa Lombarda.

Nelle vallate pedecollinari e collinari sono stati realizzati 27 invasi irrigui

Nel corso del tempo, grazie ai fondi del Psr regionale dell’Emilia-Romagna, sono stati attuati ben 27 interventi di invasi irrigui interaziendali nel territorio pedecollinare e collinare, nelle vallate del Marzeno, del Lamone, del Senio e del Santerno.
Altri tre invasi sono ora in corso di realizzazione nella vallata del Lamone. Ad avvenuta ultimazione dei lavori, il volume complessivo di accumulo disponibile sarà di 3,5 milioni di metri cubi (già ora sono 2,75 milioni di metri cubi), a beneficio di circa 800 aziende agricole per una estensione di circa 3.200 ettari. Le condotte di distribuzione in derivazione dagli invasi irrigui interaziendali hanno uno sviluppo di 370 km. L’andamento metereologico degli ultimi anni ci porta a considerare il Cer e gli invasi come soluzioni ideali per far fronte a livelli di precipitazioni sempre più basse. Di qui l’esigenza che gli istituti preposti alla gestione della ricchezza acqua, quali sono i Consorzi di Bonifica, continuino l’opera di progettazione di nuove opportunità, accanto alla cura e mantenimento dell’esistente.

a cura di Giulio Donati