Dopo essere stato nelle scorse settimane nella nostra Diocesi, ospite anche della Riunione Cattolica Torricelli dove si è svolto un pranzo di solidarietà, il missionario saveriano padre Giovanni Querzani è tornato in Congo, dove vive una significativa attività a favore dei più poveri. Al centro, nella missione di Bukavu, le esperienze che fornisce la scuola.

«Eccomi qua di nuovo con la mia gente – racconta padre Querzani in una lettera che ci è arrivata in redazione-. Il giorno dopo il nostro arrivo a Bukavu c’è stato il traumatico e improvviso attacco di quel gruppo ribelle che ha seminato, per la sorpresa con cui è avvenuto, inquietudine e subbuglio in città, ma, grazie a Dio, è stato un episodio di breve durata, anche se ha lasciato uno strascico di una decina di morti». Dopo quell’imprevisto incidente padre Querzani ha potuto riprendere contatto coi bambini a Kadutu, con Merida e tutto il personale impegnato al loro servizio in un clima spontaneo di gioia.

«Abbiamo celebrato il 5 novembre la festa del nostro fondatore – spiega – e celebrato pochi giorni dopo la riapertura della nostra scuola di Cimpunda la tradizionale Messa di apertura dell’anno scolastico. La nostra scuola gode di altissima stima da parte della popolazione e i genitori fanno di tutto per iscrivervi i loro bambini. Il clima è stato anche qui di grande gioia ed euforia».

Il Congo versa in una situazione socio-economica drammatica

Purtroppo la situazione socio-economica del Paese è sempre più gravosa per la gente, che non nasconde l’amara delusione nei confronti della classe dirigente. Nutrivano tante speranze che sono state seguite da altrettante amare delusioni.

«Uno dei segni evidenti di questa frustrazione – spiega – è il fatto che le scuole statali e convenzionate con lo Stato non hanno ancora riaperto i battenti come protesta contro la tanto conclamata gratuità scolastica che continua a rivelarsi uno slogan accattivante, ma purtroppo ancora vuoto perché privo di realtà».

Oltre questo si è verificato il rincaro di tutti i prezzi di tutti i beni di consumo e anche dei carburanti. Le nostre attività di autofinanziamento sulle quali contavamo tanto hanno subito un altro duro colpo. «Ci vuole tanto realismo e soprattutto tanta pazienza e spirito di sopportazione – conclude padre Querzani -. Porgi i miei più cari saluti a tutti i nostri amici che mi hanno riaffermato in maniera tanto sincera la loro simpatia e il loro generoso impegno».