Secondo appuntamento con le visite guidate Pro Loco Faenza sabato prossimo, 15 maggio, con partenza in bicicletta alle 15.

Meta sarà la chiesa di Rivalta, sulla Via Modiglianese tra Faenza e Marzeno; la si raggiungerà attraverso un percorso secondario e praticamente privo di traffico, per via San Martino, Santa Lucia, via Canovetta e con l’ultimo tratto a piedi, lungo una carraia campestre sulla riva sinistra del torrente Mazeno, carraia che porta esattamente alla chiesa.

La chiesa di Rivalta è stata recentemente restaurata in tutti i suoi esterni, compresa la canonica, e i lavori hanno ridonato splendore e nitidezza soprattutto alla singolare facciata, eretta nel 1905 in stile neogotico secondo un progetto che la tradizione e una lapide tuttora esistente attribuiscono al parroco don Vincenzo Tasselli. Questa facciata, bizzarra e pressoché unica nel suo genere, costituisce il primo esempio faentino di uso moderno della ceramica per l’architettura perché a movimentare l’uniformità del cotto furono impiegate croci in maiolica gialle, sfere azzurre e fiori stilizzati nei due colori.

Autori degli elementi in ceramica furono i fratelli Minardi; Virgino Minardi realizzò anche il bel piatto-medaglione in stile robbiano con “Santa Margherita” tuttora murato nella controfacciata. Una pala con il ritratto della Santa e la chiesa appena costruita sullo sfondo fu dipinta nel 1920 per l’altar maggiore dallo stesso don Tasselli che evidentemente, oltre ad una certa capacità progettuale, aveva anche “una buona mano”. Oggi si suppone che a lui si sia affiancato, perlomeno per le parti tecnico-strutturali, un professionista che potrebbe essere Luigi Biffi, autore a Faenza della Casa Valenti (poi sede dei Carabinieri) che è la maggior architettura neogotica della città.

Naturalmente si visiteranno anche gli interni, che mescolano ancora una volta suggestioni neo-medievali con novità Liberty: coretti e matronei, un soffitto a cassettoni dipinti illusionisticamente, un ciclo dipinto con scene sacre che in chiave teneramente popolare riecheggia gli affreschi romanici e infine il capolavoro assoluto costituito dal fonte battesimale realizzato nel 1918 dal grande scultore trevigiano Arturo Martini, venuto a Faenza per star vicino alla madre sfollata a Brisighella, dove aveva i parenti, dopo la rotta di Caporetto e il conseguente bombardamento di Treviso.

Martini utilizzò un materiale modernissimo, il cemento, pur mescolandolo con terra per conferirgli un “sapore” più grezzo e pietroso. Raffigurò scene bibliche connesse al tema dell’acqua, con Mosè, l’Arca di Noè, la Fonte della Vita e la Cerva che si abbevera.

L’atmosfera della chiesa di Rivalta è quasi “senza tempo”, grazie a soluzioni architettoniche e artistiche che ancor oggi non mancano di stupire.

E’ richiesto un contributo destinato a fini culturali di 5 euro; 3 euro per i soci Pro Loco Faenza.

Ritrovo ore 15.00 in bici, presso Pro Loco – Voltone della Molinella.

Prenotazione obbligatoria, posti limitati, uso della mascherina, comportamenti adeguati al momento di emergenza sanitaria.

Per informazioni e prenotazioni:

PRO LOCO FAENZA Voltone Molinella 2 – tel. 0546 25231

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