Una stagione da protagonista per Giulia Randi, 24enne faentina del Centro Sportivo Esercito. Nel 2026 ha conquistato l’argento a Chamonix e tre medaglie a Chongqing, raggiungendo il settimo posto in Coppa del Mondo. Dopo l’ultima gara in Cile, l’obiettivo sarà preparare il percorso verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028

Una stagione di crescita

Il grande sogno di Giulia Randi si chiama Los Angeles. La 24enne faentina, atleta del Centro Sportivo Esercito, guarda alle Olimpiadi del 2028 con la consapevolezza di aver compiuto in questa stagione un importante passo avanti nel proprio percorso. Il 2026 si chiuderà con l’ultima tappa di Coppa del Mondo in Cile, dal 23 al 25 ottobre, dopo un’annata che l’ha vista conquistare l’argento a Chamonix e tre medaglie in tre giorni a Chongqing, in Cina: bronzo nell’individuale, argento nella prova mista e bronzo nella staffetta.

«Questo bronzo è una ulteriore conferma della mia crescita. Sono molto contenta», racconta Randi, che in Cina era accompagnata dal tecnico della nazionale Aldo Reggi e dal suo allenatore Stanislao Zama, entrambi faentini.

La stagione si è chiusa molto bene anche a livello nazionale, con il secondo posto ottenuto nell’ultima tappa di Coppa Italia ad Arco di Trento. Ora resta l’ultimo appuntamento internazionale, con Randi al settimo posto nella classifica di Coppa del Mondo. «Speriamo di proseguire in questo processo di crescita anche nell’ultimo impegno stagionale. Al momento in classifica sono al settimo posto e mi piacerebbe mantenere questo risultato, che considero davvero grandissimo».

Un piazzamento che fotografa bene il salto di qualità compiuto quest’anno. «Oltre in Svizzera e in Cina, quest’anno sono riuscita ad arrivare nella fase finale anche in Polonia e in Spagna, e sono pronta a dare del mio meglio in Cile. Va in archivio la mia quarta stagione nel circuito della Coppa del Mondo: spero di essere migliorata, a inizio stagione vedevo che i tempi erano migliori, ma non immaginavo di riuscire a raggiungere simili risultati. Questa potrebbe essere stata una sorta di annata della svolta: sto lavorando bene e sto raccogliendo i frutti. A 24 anni sto attraversando il periodo della maturità e sto diventando sempre più esperta».

Dalla palestra al mondo

L’arrampicata è entrata nella sua vita quando era bambina, seguendo l’esempio dei due fratelli maggiori. «Fino a cinque anni praticavo ginnastica artistica, poi però ho voluto seguire l’esempio dei miei fratelli più grandi, entrambi nel giro della nazionale. A Faenza c’è una buona tradizione per questo sport e da piccola partecipavo in tutte le categorie, poi ho deciso di dedicarmi allo speed, specializzandomi: era la disciplina che mi attraeva di più».

Oggi gli allenamenti cambiano anche in base alla stagione: nei mesi più caldi Randi lavora all’aperto a Faenza, mentre in inverno si sposta a Bologna o al Centro Federale di Arco di Trento. «Sacrifici? In realtà mi considero fortunata, in quanto questo sport negli anni è cresciuto molto. Sono quattro anni che faccio parte del gruppo sportivo dell’Esercito italiano, e questo mi dà l’opportunità di allenarmi nel modo migliore».

Parallelamente allo sport, Giulia ha portato avanti anche gli studi. «Dopo la laurea triennale in Educatore nei servizi per l’infanzia all’Università di Bologna, ho scelto di iscriversi a Scienze delle attività motorie e sportive, per ampliare le mie possibilità professionali».

Il sogno olimpico

Ma il futuro più vicino è legato soprattutto al sogno olimpico. Randi ha già tentato di qualificarsi a Parigi 2024, senza riuscirci, e conosce quindi bene quanto sia difficile conquistare uno dei pochi posti disponibili. «Il mio sogno è partecipare nel 2028 all’Olimpiade di Los Angeles, ma ci sono solo quindici posti disponibili, con il massimo di due atlete per nazione. C’è una forte concorrenza interna a livello italiano, ma soprattutto ci sono tantissimi atleti forti in tutto il mondo».

La qualificazione inizierà a diventare un obiettivo concreto già dal 2027. «L’anno prossimo ci sarà sempre la Coppa del Mondo, ma si inizierà anche a pensare a Los Angeles, in quanto il primo classificato agli Europei si qualifica subito all’Olimpiade, così come il vincitore del Mondiale. In seguito nei primi mesi del 2028 ci saranno le qualificazioni, che assegneranno i posti rimanenti».

Prima, però, ci sarà ancora molto lavoro. «Ho fatto tante competizioni, ma ogni gara è diversa dalle altre e c’è sempre da imparare». Dopo la gara cilena inizierà la preparazione della nuova stagione, tra allenamenti e sessioni di pesi, con la volontà di continuare a migliorare. Il 2026 ha dunque acceso una prospettiva importante, ma Randi preferisce guardare avanti senza anticipare i tempi. «L’obiettivo è quello di migliorare ancora, e ci sono altri step da raggiungere. Il 2026 è stato un buon trampolino di lancio verso i prossimi anni e dà grande fiducia, sempre però restando con i piedi ben piantati a terra».