Un tema su cui si registra un consenso pressoché unanime, tra le varie forze politiche cittadine, è la necessità di dotare la città di una Circonvallazione Nord. Anche il sindaco Massimo Isola, sulle nostre pagine, ha ribadito che entro il mandato amministrativo in corso immagina di vedere completato il primo stralcio dei lavori. L’opera è considerata fondamentale per sottrarre traffico agli assi urbani, in particolare a viale delle Ceramiche, che risulta spesso congestionato. Nel 2024 il Comune di Faenza e la Provincia di Ravenna hanno sottoscritto una convenzione di intenti per redigere il progetto di fattibilità tecnico-economica e ora qualcosa si muove, per la realizzazione di questo collegamento esterno al centro urbano. “Il progetto della Circonvallazione Nord è tra le priorità di questo mandato amministrativo – conferma il vicesindaco Andrea Fabbri -. L’interlocuzione con la Provincia è ripartita e il primo obiettivo è definire, entro la fine del 2026, una prima ipotesi di tracciato, che preveda anche una stima dei costi e aprire così il confronto con enti pubblici coinvolti e cittadinanza.”
Necessario l’attraversamento sul fiume Lamone con i nuovi standard di sicurezza
A grandi linee, il tracciato dovrebbe partire dalla zona di via Reda, prima comunque dell’ingresso al Quartiere Borgo e puntare verso l’area dell’incrocio ferroviario di via Ravegnana, permettendo così di raggiungere zona industriale e casello autostradale, utilizzando via Giovanni Paolo II e via Granarolo e bypassando completamente il centro. “In questo modo chi arriva in città da Forlì o si muove dal Borgo – spiega Fabbri – non è costretto ad attraversare Faenza, alleggerendo così il traffico cittadino. In fase di progettazione inoltre vorremmo aprire il confronto con Rfi per trovare una soluzione ai due nodi ferroviari, presenti su via Ravegnana e via Formellino.”
La nuova bretella prevederà sicuramente un attraversamento sul fiume Lamone e dunque la progettazione si intreccia con il Piano redatto dall’Autorità di Bacino, per mettere in sicurezza il territorio. “Il ponte o viadotto che sorgerà sul Lamone dovrà inevitabilmente essere progettato con altezze maggiori e rampe di un certo tipo e questo – continua il vicesindaco – avrà un inevitabile impatto sui costi. Non ci sono però altre soluzioni perché essendo un’infrastruttura nuova, si dovrà ragionare sulla piena duecentennale, senza possibilità di richiedere deroghe.” La prima ipotesi su cui comunque si ragiona è una strada a due corsie, una per senso di marcia. “Pensiamo che non serva una maxi-infrastruttura ma un collegamento proporzionato alle esigenze della città, in base ai piani del traffico che abbiamo.”
Circonvallazione sud, ipotesi spartitraffico lontana: “costi troppo elevati”
Intanto, un nodo strategico per la viabilità faentina rimane l’attuale Circonvallazione sud, con un dibattito aperto da tempo sulle misure necessarie per modernizzarla e renderla maggiormente sicura. Attualmente, l’ipotesi di installare uno spartitraffico centrale per separare le carreggiate non sembra essere la soluzione scelta dall’amministrazione comunale. “Lo studio di fattibilità, condotto dall’Università di Bologna, prosegue Fabbri, si è concluso ed è emerso che tecnicamente il new jersey centrale si potrebbe installare perché le prove di carico sui ponti hanno dato esito positivo.”
Il nodo però ora riguarda i costi perché dotare la circonvallazione di uno spartitraffico centrale richiede un investimento vicino al milione di euro. “Si tratta di cifre enormi per la capacità d’investimento che ha il Comune. La soluzione potrebbe essere rappresentata dall’accedere a bandi ministeriali, come accaduto per la sostituzione completa dei guard rail laterali.”
Una nuova rotonda in prossimità di via Santa Lucia
Per il vicesindaco però lo spartitraffico centrale non costituisce una priorità mentre lo è la rotonda da realizzare in prossimità di via Santa Lucia. “Si tratta di un’opera per noi fondamentale e che vogliamo mettere a terra nell’arco di questi cinque anni. E’ una rotonda funzionale per un’area importante della città e inoltre consente di aumentare anche la sicurezza perché costringe inevitabilmente gli automobilisti a decelerare.” Non c’è ancora un iter definito per vederla realizzata, attualmente l’opera è in fase di progettazione. “Una volta progettata però, conclude Fabbri, i tempi di realizzazione non saranno molto lunghi anche perché tutte le strade interessate sono comunali. Sarà sufficiente ragionare sulla viabilità dell’area circostante e modificare il sottopassaggio pedonale esistente.”
Samuele Bondi














