Di seguito pubblichiamo una riflessione di un residente di San Cassiano a seguito della rimozione del semaforo, e del senso unico alternato, lungo la Sp302. La strada era stata prima chiusa, poi riaperta con questa modalità, a seguito dell’alluvione di tre anni fa.

Sono trascorsi tre anni da quel maggio 2023 che ha segnato la valle del Lamone e le sue comunità. Un evento che ha cambiato il volto del territorio, mettendo a dura prova cittadini, infrastrutture e attività economiche. Tra i danni più gravi causati dall’alluvione vi fu la grande frana che colpì la Sp302 Brisighellese al chilometro 75, in località San Cassiano. Una vasta porzione di versante si staccò dalla collina, travolgendo le opere di protezione, distruggendo un’intera corsia della strada statale e compromettendo il corpo stradale sul lato del fiume Lamone. La stessa frana investì anche la linea ferroviaria Faentina, sommergendo i binari e interrompendo completamente i collegamenti su rotaia. Nei giorni successivi all’emergenza la vallata visse momenti di grande incertezza. Per settimane residenti, studenti, lavoratori e anziani delle numerose frazioni si trovarono a fare i conti con pesanti difficoltà negli spostamenti e nell’accesso ai servizi essenziali. Per circa un mese diverse località rimasero isolate, una situazione che mise a dura prova la quotidianità di chi vive e lavora in collina.

Come spesso accade nei territori collinari, però, alle difficoltà si rispose con spirito pratico e solidarietà. I cittadini si organizzarono per affrontare le necessità quotidiane, aiutando chi aveva maggiori difficoltà e sostenendosi in attesa che la situazione potesse migliorare.
Non mancarono, nel frattempo, discussioni, polemiche e promesse. Le aspettative verso le istituzioni erano elevate e la richiesta principale era una sola: ripristinare al più presto i collegamenti che rappresentano una vera e propria arteria vitale per tutta la vallata. I primi interventi consentirono gradualmente la riapertura della strada, all’inizio a senso unico alternato, mentre la ferrovia rimase fuori servizio più a lungo. Per limitare i disagi vennero attivati servizi sostitutivi con autobus, indispensabili per studenti e pendolari.

Oggi, a distanza di tre anni, la situazione appare diversa. La Sp302 è tornata pienamente percorribile e la linea ferroviaria è stata ripristinata dopo un lavoro complesso e impegnativo. Infrastrutture fondamentali per il collegamento tra la collina e la pianura sono nuovamente operative, restituendo normalità a migliaia di cittadini.

Per chi vive in queste zone, tuttavia, il ritorno alla normalità non rappresenta un punto di arrivo, ma una nuova partenza. Gli abitanti della collina sono da sempre abituati ai sacrifici del pendolarismo, alle lunghe percorrenze per raggiungere scuole e luoghi di lavoro e alla progressiva riduzione dei servizi nelle frazioni. Nonostante tutto, continuano a dimostrare una straordinaria capacità di resistenza e adattamento. A tre anni dall’alluvione resta la consapevolezza di quanto sia fragile il territorio, ma anche la certezza della forza delle comunità che lo abitano. Oggi possiamo guardare con soddisfazione ai risultati raggiunti, ma senza dimenticare quanto accaduto. L’auspicio è che questa esperienza serva da lezione per investire maggiormente nella manutenzione del territorio, nella sicurezza delle infrastrutture e nella salvaguardia dei servizi essenziali.

Le ferite di quel maggio restano impresse nella memoria collettiva, ma altrettanto vivo è il ricordo della solidarietà, del lavoro e della determinazione che hanno permesso alla vallata di rialzarsi. Perché chi vive in collina conosce bene il valore dei sacrifici, ma sa anche che, dopo ogni difficoltà, c’è sempre una strada da ricostruire e un futuro da raggiungere.

Maurizio Ponti