Si è conclusa lunedì 14 settembre con oltre 5mila presenze la 42esima Sagra delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo, che per quattro giorni ha animato il paese con antichi mestieri, intrecci, mostre, mercati, gastronomia e iniziative dedicate alla cultura e alle tradizioni del territorio.

Grande successo per la mostra mercato dell’antiquariato e dell’usato e per le attività dell’Ecomuseo delle Erbe Palustri e dell’Etnoparco Villanova delle Capanne

Notevole è stato l’afflusso alla grande mostra mercato dell’antiquariato e dell’usato, assieme alle dimostrazioni degli artigiani e alle attività dell’Ecomuseo delle Erbe Palustri e dell’Etnoparco Villanova delle Capanne. Sono state molto apprezzate anche le esposizioni dedicate alla vecchia tipografia, al lavoro delle donne nell’80esimo anniversario del voto femminile, ai setacci della tradizione rurale e agli altri temi proposti nel corso della manifestazione.

Alcune delle mostre resteranno visitabili anche nei prossimi mesi.

Maria Rosa Bagnari con sindaco Giacomoni

Tra le novità 2026 “La Brenda leterêria”

Fra le novità di quest’anno, un momento originale è stato “La Brenda leterêria”, esperimento nato per recuperare lo spirito dei trebbi di una volta, quando il ritrovarsi insieme diventava occasione per raccontare storie, fatti e ricordi della propria terra. La serata ha ospitato anche il primo incontro degli amici di Ivano Marescotti “S’u n’ fos che…”: ai partecipanti era stato chiesto di portare un fatto, una poesia o un oggetto e di raccontarne la storia.

Nella sala immersiva dell’Ecomuseo si sono così intrecciati racconti, canti di lavoro, dimostrazioni di intreccio di erbe e cotone e memorie personali, attorno a una grande tavola sulla quale è arrivata anche la “brenda” con i cibi di una volta indicati con il loro nome dialettale. La serata si è conclusa con un ricordo degli amici e cultori del dialetto che non ci sono più e, visto il riscontro ottenuto, l’esperienza sarà riproposta.