Messa a punto delle procedure e test simultanei sul campo lungo il tratto urbano del fiume Lamone per garantire la massima prontezza operativa in caso di allarme idraulico.

Esercitazione tecnica sul Lamone

Nella giornata di venerdì 24 luglio si è svolta un’esercitazione tecnica che ha visto impegnate, in parallelo nei diversi siti cittadini individuati lungo l’asta fluviale del Lamone, più squadre dedicate composte da personale della Protezione Civile dell’Unione della Romagna Faentina, del Settore Lavori Pubblici del Comune di Faenza, tecnici di Hera con ditte fornitrici e volontari del CVPC Faenza, affiancati anche da un drone per la documentazione fotografica e le riprese aeree. L’impiego di una squadra specifica per ciascuna postazione ha permesso di simulare una gestione contemporanea e realistica delle varie criticità.

Un’attività che si ripeterà ogni sei mesi

L’attività, inserita nel Piano di Protezione Civile comunale e già applicata sul campo durante la fase critica del 24 e 25 dicembre 2025, si ripeterà con cadenza semestrale per verificare il montaggio dei condotti di aspirazione e mandata, misurare i tempi di risposta e garantire la perfetta efficienza di mezzi e risorse.

Le procedure operative per la gestione delle idrovore temporanee sono state definite da tempo insieme a Hera, chiarendo la funzione tecnica di questi impianti.

Il ruolo delle idrovore

Non si tratta di strumenti destinati all’aspirazione dell’acqua piovana sulle strade né ad agire in caso di esondazione, ma di presidi che entrano in gioco quando l’innalzamento del fiume determina la chiusura automatica delle valvole di non ritorno (clapet). Questo meccanismo impedisce alle acque del Lamone di risalire la rete fognaria, ma blocca anche il naturale scarico dei condotti cittadini. Le pompe idrovore intervengono proprio per prelevare l’acqua dai pozzetti di accumulo e rilanciarla oltre gli argini, mantenendo attivo il drenaggio urbano.

I punti di posizionamento in corrispondenza degli scolmatori di piena, il dimensionamento delle pompe e le loro portate sono il frutto di uno studio condotto nei mesi scorsi da Heratech. In caso di diramazione di allerta arancione o rossa per criticità idraulica o idrogeologica, Hera e le squadre operative di supporto, su attivazione da parte della funzione di Protezione Civile del comune di Faenza, provvedono all’installazione dei sistemi e apparati propedeutici all’attivazione delle idrovore e alla loro eventuale accensione e presidio. Questa fase è stabilita in base ai dati di monitoraggio delle soglie idrauliche, in particolare del fiume Lamone.

Le dichiarazioni di Andrea Fabbri

«Questo piano è il frutto di un lavoro strutturato e definito da tempo insieme a tutti gli enti coinvolti», dichiara il vicesindaco con delega alla Protezione Civile, Andrea Fabbri. «Esercitazioni periodiche come questa servono proprio ad affinare sul campo le procedure operative e la sincronia tra le squadre, così da farsi trovare pienamente pronti nel momento in cui dovesse presentarsi un’allerta reale. Sono fondamentali tutti i diversi aspetti tecnici ed è con questo stesso metodo di lavoro che ci si muove per far sì che tutti i soggetti coinvolti siano ben allineati per la gestione di ogni eventuale criticità. Inoltre, l’intenzione di questa amministrazione è quella di non improvvisare mai: proprio per questo, nei prossimi giorni sarà fondamentale l’attività di debriefing per verificare eventuali criticità emerse durante l’esercitazione e gli aspetti da migliorare».