La Galleria comunale della Molinella di Faenza ha ospitato un incontro dedicato al maestro artista e ceramista Bianco Ghini, figura di riferimento della cultura artistica faentina. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Acquerellisti Faentini “Silvano Drei” Aps, ha ripercorso una carriera lunga oltre settant’anni, tra attività artistica, insegnamento e ricerca nel mondo della ceramica.

Un dialogo dedicato a una lunga carriera artistica

L’incontro, svoltosi giovedì 23 luglio alla presenza dell’assessora alla Cultura Giulia Massari, ha avuto come tema l’approfondimento della lunga esperienza artistica di Bianco Ghini (1939), con particolare attenzione al suo percorso nel mondo della ceramica.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato il ventennale sodalizio professionale che ha visto il maestro lavorare accanto allo scultore Angelo Biancini, esperienza che ha contribuito a definirne il percorso artistico e umano.

23.7.2026 foto Raffaele Tassinari 63

Il contributo di artisti e studiosi

L’evento è stato ideato dall’Associazione Acquerellisti Faentini “Silvano Drei” Aps e condotto dalla maestra Marinella Zaccherini, con gli interventi di Anna Bucchi e della pittrice Stefania Solaroli.

A dialogare con Bianco Ghini sono stati anche Mirta Morigi, esperta ceramista per MTgG, e Francesco Scocca, presidente dell’Associazione Ex Allievi Ballardini, che hanno ripercorso le tappe della sua attività artistica e didattica.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre ricordato il ruolo svolto da Bianco Ghini come docente di Arte applicata della decorazione all’Istituto Ballardini, incarico assunto nel 1963 sotto la direzione del professor Tonito Emiliani, successore di Gaetano Ballardini.

Il Premio “Salvadanaio 2026”

Alla partecipata iniziativa hanno preso parte numerosi soci dell’Associazione Acquerellisti Faentini, ex allievi del maestro, colleghi e collezionisti.

Nel corso della serata è stato consegnato a Bianco Ghini il Premio “Salvadanaio 2026”, realizzato dalla pittrice Stefania Solaroli, mentre il manifesto dell’iniziativa è stato firmato da Roberto Ortali.

Un riconoscimento per una vita dedicata all’arte

L’incontro si è concluso con un sentito riconoscimento al maestro per il contributo offerto alla cultura e all’arte della città.

Tra le opere pubbliche ricordate figura il busto dedicato a Tonito Emiliani, conservato all’ingresso del Cnr-Istec di Faenza, testimonianza di una produzione artistica che attraversa oltre settant’anni di attività.

Nel corso del dialogo Bianco Ghini ha inoltre condiviso riflessioni, ricordi e aneddoti legati ai numerosi progetti realizzati nel corso della sua lunga carriera, confermando quella competenza artistica e quella capacità divulgativa che continuano a renderlo una figura di riferimento nel panorama culturale faentino.