I lefebvriani hanno proseguito per la loro strada.
Vescovi senza mandato pontificio
A Econe, in Svizzera, come riporta il sito www.agensir.it, sono stati appena consacrati quattro nuovi vescovi, senza mandato pontificio e senza avere recepito l’appello dello stesso Leone XIV a non “lacerare la Tunica inconsuntile di Cristo”.
Il rito, trasmesso in diretta sul canale Youtube “FSSPX Italia”, ha visto l’imposizione delle mani sul capo dei nuovi vescovi da parte del celebrante, monsignor Alfonso de Galarreta, e da monsignor Bernard Fellay, co-consacrante. L’omelia è stata tenuta da don Davide Pagliarani, originario di Santa Giustina (Rimini), superiore generale della fraternità sacerdotale San Pio X.
Lo svizzero don Pascal Schreiber, lo statunitense don Michael Goldade e i francesi don Michel Poinsinet de Sivry e don Marc Hanappier sono i quattro vescovi consacrati oggi. Si tratta di un atto scismatico che comporta la scomunica automatica. Era già successo 38 anni fa, quando il 30 giugno 1988, monsignor Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza autorizzazione di Giovanni Paolo II. Nei giorni successivi, la Santa Sede dichiarò la scomunica di Lefebvre, del vescovo co-consacrante Antonio de Castro Mayer e dei quattro nuovi vescovi di allora.
Chi sono i lefebvriani
I membri della Fraternità sacerdotale San Pio X, pur considerandosi pienamente cattolici, si differenziano dai cattolici romani principalmente per il rifiuto di alcune riforme del Concilio Vaticano II. Celebrano esclusivamente la Messa tridentina (in latino, con il sacerdote rivolto verso l’altare e spalle ai fedeli), rifiutando la riforma liturgica del 1969. Per i lefebvriani solo la verità cattolica ha diritti, rifiutano l’idea dello Stato laico e il dialogo con le altre confessioni cristiane. Il movimento nasce come reazione diretta al Concilio Vaticano II nel 1970 quando il vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, monsignor François Charrière, firma il decreto di approvazione degli statuti della Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata l’anno prima dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre in Svizzera.
*** Notizia in aggiornamento ***














