Un botto mentre tutti dormono tranquilli, malviventi che fuggono col bottino, e nei giorni successivi le polemiche.
Ignoti hanno fatto esplodere un bancomat
Intanto i fatti. Era la notte tra il 20 e il 21 luglio, un boato ha svegliato gli abitanti del centro cittadino. Ignoti hanno fatto esplodere il bancomat della sede modiglianese della Banca di Credito Cooperativo Ravennate forlivese imolese. Notte fonda, tra le 3 e le 4 di notte, gente esperta ha messo in atto la “tecnica della marmotta”, con inserimento di un piccolo quantitativo di esplosivo nelle fessure del bancomat. Mentre la banda fuggiva col bottino, sul posto arrivavano i Carabinieri per i primi atti di indagine.
Acquisite le immagini di videosorveglianza cercano di capire l’accaduto, a partire dal fatto se il dispositivo di macchiamento delle banconote sia entrato in funzione.
Le richieste di Cheli (ModiglianAttivAzione)
Il 30 marzo scorso il gruppo ‘ModiglianAttivAzione’ con Cheli aveva presentato una mozione sulla sicurezza ottenendo il voto favorevole dell’intero Consiglio comunale. Sei le richieste presentate a sindaco e Giunta. La prima invitava “il sindaco a rivolgersi alla Prefettura e al Ministero degli Interni per garantire una copertura 24 ore su 24 delle forze dell’ordine nella Valle del Tramazzo”.
Dardi dichiarava subito di essersi già rivolto al Prefetto nei mesi precedenti. Dopo gli ultimi fatti Cheli insiste e chiede conto di un tavolo in Prefettura. Si è svolto oppure no? “Non basta dire che la sicurezza è competenza dello Stato. Il Comune deve fare la sua parte e poi riferire”.
La replica del Comune
Ma rispetto alla sua parte il Comune replica anche con il capogruppo di maggioranza Robbia di non condividere l’attacco di Cheli. Anzi, gli replica prontamente che il sindaco ha chiesto recentemente al prefetto di adoperarsi per l’aumento dell’organico dei Carabinieri nella caserma locale. Dopo di che, l’Amministrazione ha investito su una rete di video sorveglianza e sta cercando di coprire il secondo posto di Vigile urbano, ora vacante. Ma sui numeri degli organici dei carabinieri e sulla loro operatività qui non tocca affatto al Comune. Semmai sono chiamati in causa lo Stato, la Prefettura e il Comando Carabinieri. Lo dicono ruoli e competenze. Ma Cheli, tutto questo, non vorrebbe sentirselo dire.
G.D.














