L’ondata di calore delle ultime settimane riporta al centro il tema della sicurezza sul lavoro. Il segretario della Cisl Romagna, Roberto Baroncelli, fa il punto sulle misure adottate e sulla necessità di pianificare interventi strutturali per affrontare un fenomeno destinato a ripetersi.
Le misure adottate contro il caldo

L’ondata di calore che sta interessando la Romagna riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. A fare il punto è Roberto Baroncelli, segretario Cisl Romagna, che sottolinea come il confronto con la Regione Emilia-Romagna abbia già portato all’adozione di misure specifiche. «C’è stata un’interlocuzione a livello regionale che ha portato all’ordinanza attualmente in vigore, basata anche su specifici indici termici che consentono di valutare il livello di rischio per i lavoratori», spiega Baroncelli. I settori maggiormente esposti sono quelli che prevedono attività all’aperto o in ambienti particolarmente gravosi. «Pensiamo all’agricoltura, all’edilizia, alle cave, alla logistica, ma anche a tante altre situazioni in cui il caldo può diventare un fattore di rischio significativo».
La contrattazione aziendale e l’organizzazione del lavoro

Accanto alle disposizioni generali, un ruolo importante è svolto dalla contrattazione aziendale. «In molte realtà si interviene organizzando turni diversi, utilizzando impianti di ventilazione, garantendo una maggiore disponibilità di acqua e prevedendo pause adeguate in base al tipo di lavorazione».
Non solo cantieri: il caldo colpisce molti ambienti di lavoro
Il sindacalista evidenzia però come il problema non riguardi soltanto i settori tradizionalmente considerati a rischio. «Ci sono ambienti di lavoro come lavanderie, stirerie, magazzini o capannoni industriali dove le temperature possono diventare molto elevate. Anche molti uffici pubblici ospitati in edifici storici non dispongono di impianti di raffrescamento adeguati. Per esempio anche riguardo ai nidi scolastici c’è stata una richiesta dei sindacati per i problemi dovuti al caldo che interessavano sia i bambini che gli operatori». Secondo Baroncelli è necessario superare la logica dell’emergenza. «Ormai dobbiamo passare da interventi emergenziali a piani strutturali. Il cambiamento climatico rende questi fenomeni sempre più frequenti e occorre pensare a misure permanenti, soprattutto per tutelare le persone più fragili, come anziani e lavoratori maggiormente esposti».
Le richieste ai sindacati, aggiunge, arrivano da numerose categorie. «I colleghi delle diverse federazioni ricevono continuamente segnalazioni e richieste specifiche. Non esistono settori completamente esclusi da questo rischio». Particolare attenzione va anche a chi continua a lavorare durante il periodo estivo per garantire servizi e accoglienza. «Pensiamo al turismo, alla ristorazione, ai musei, ma anche a tutti quei lavoratori che consentono agli altri di andare in vacanza. Molti servizi essenziali continuano a funzionare grazie a turnazioni che permettono di mantenere attive le attività, a cominciare dai negozi della grande distribuzione, alle farmacie».
Baroncelli richiama infine l’importanza del rispetto delle norme sulla sicurezza, dopo i controlli effettuati nei campi da parte delle organizzazioni sindacali. «Purtroppo non sempre i controlli sono stati accolti positivamente. Spesso l’azione sindacale viene vista come un’azione di contrasto e di ostacolo, mentre dovrebbe essere considerata uno strumento per costruire insieme condizioni di lavoro migliori e più sicure». A questo proposito il segretario della Cisl Romagna osserva come sia profondamente cambiato il ruolo del sindacato: «Non possiamo pensare che l’azione sindacale sia la stessa degli anni ’80. Oggi viviamo in una società diversa, caratterizzata da una maggiore frammentazione e dalla ricerca di risposte immediate. Questo rende più complessa l’interlocuzione, ma resta fondamentale trovare un equilibrio tra le esigenze delle imprese e la tutela delle persone che lavorano».
Elena Nencini














